Car and Friends

Valerio Berruti
Marco Tullio Giordana

Tutto quello che non dovete sapere sulle auto

Gilberto Colombo, l’ingegnere che dava del tu al vento

Gilberto Colombo all’inizio degli anni 50

Non basta certo lo spazio di un articolo per dar conto della creatività di Gilberto Colombo (Milano, 28 agosto 1921 – Milano, 10 novembre 1988), geniale innovatore avanti un decennio rispetto a tutto il resto del mondo. Iniziò con precoci responsabilità nell’azienda del padre – la A.L. Colombo specializzata in tubi di ferro e d’acciaio trafilati a freddo – per sviluppare rapidamente in proprio la produzione di telai tubolari in acciaio aeronautico micro-legato ultraleggero. Dapprima in un reparto interno denominato “GC”, poi reso indipendente e ribattezzato, nel 1947, Gilco Autotelai, dedicato ai tralicci in tubi di diversa sezione dei telai delle auto da corsa. Prima cliente dei quali fu la Scuderia Milan dei Fratelli Ruggeri per una Maserati 4CL/t per le gare di Formula 1.

1947, Maserati 4CL/t

Questo lavoro desta subito l’interesse di Enzo Ferrari, che proprio nel 1947 può finalmente portare in gara un’auto con il marchio Ferrari (nel 1939 l’Alfa Romeo l’aveva licenziato dal Reparto corse con una clausola che non gli permetteva di usare il suo nome per 8 anni). Ferrari commissiona a Gilberto Colombo il telaio della sua 125 S (motore progettato da Gioachino Colombo, nessuna parentela) che Franco Cortese, primo collaudatore e pilota della neonata scuderia, portò alla vittoria nel Gran Premio di Roma dello stesso anno. Da quel momento prende corpo una collaborazione che durerà a lungo e la Gilco costruirà tutti i telai delle Ferrari da competizione fino al 1957.

1947, Ferrari 125 S

Non si trattò comunque di un rapporto in esclusiva. Tra gli anni 40 e 60 Gilberto Colombo collaborerà anche con Alfa Romeo, Maserati, Lancia e varie piccole scuderie (i cui modelli rimarranno identificati come modelli Gilco). Nel 1965 la carrozzeria Ghia gli commissiona un progetto su meccanica Fiat 1500 disegnato da Luigi Sartorelli, formatosi alla scuola di Boano e Savonuzzi. Si tratta di un elegante coupé sportivo dalle ottime prestazioni che venne però rifiutato dalla casa torinese (forse nel timore che facesse concorrenza con il coupé di serie), tanto che il titolare della carrozzeria, Luigi Segre, decise di commercializzarlo direttamente con il marchio Ghia.

1965, Ghia 1500 GT

Gilberto Colombo studia anche per la Fonderia Amadori di Bologna un cerchione aerato (che verrà però commercializzato dalla Campagnolo), uno dei suoi primi progetti in lega leggera, tecnologia agli albori ma di clamorosa efficienza, grazie alla forte riduzione del peso delle masse non sospese, che Colombo è tra i primi a esplorare. Come si è detto, fu innovatore a tutto campo.

Finora abbiamo parlato, sia pure brevemente, dell’attività in campo automobilistico, ma va ricordato che molti brevetti di Gilberto Colombo furono acquistate anche dall’industria aeronautica e che la versatilità del costruttore milanese ebbe modo di esplicarsi anche in altri dominii apparentemente lontani, come la ciclistica e la vela.

Il Registro Storico Gilco è stato costituito nel 2021 in occasione del centenario della nascita del fondatore.

Appassionato velista, oltre a progettare diverse imbarcazioni a vela, si dedicò in particolare allo sviluppo della classe Star attivando nel 1966 a Lierna, sul lago di Como, un cantiere dove costruire i suoi prototipi. Questi piccoli scafi di mt. 6,92 per due persone di equipaggio e una superficie velica di circa 26 m2 furono inizialmente costruiti in legno e, condotti in regata dal figlio Marco in coppia con Davide Sigurtà, conseguirono ottimi risultati in gara (fra cui due primi posti nei Campionati Italiani 1973 e 1975).

1970ca, Gilberto Colombo in cantiere

A metà degli anni 70 l’International Star Class Yacht Racing Association ammette l’introduzione degli scafi in vetroresina e Gilberto Colombo progetta quindi gli stampi delle Star per i Cantieri Folli di Abbadia Lariana e il dirimpettaio Lillia di Pianello del Lario, sempre sul lago di Como. Una di queste Star conquista il Campionato del Mondo nel 1982

Telaio Master progettato da Gilberto Colombo per Colnago
Laser Nuova Evoluzione progettato da Gilberto Colombo per Cinelli

Numerosi anche i progetti di Gilberto Colombo per il settore ciclistico, realizzati con tubi speciali firmati con il marchio depositato Gilcodesign. Fra i più celebri vanno ricordati il Master a sezione stellare per Colnago e, per Cinelli, il telaio MS con la serie di tubi Multishape nonché l’avveniristica Laser Nuova Evoluzione, che otterrà nel 1991, tre anni dopo la morte del suo geniale progettista, il Compasso d’oro, il riconoscimento più antico e prestigioso nel mondo per il disegno industriale.