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Mario Dondero: in giro per il mondo col reporter senza patente

Mario Dondero (Milano 1928 – Petritoli 2015) è stato un leggendario fotoreporter e ritrattista, uno dei più grandi che l’Italia possa vantare. Fermo, sua città di adozione, gli sta dedicando una grande mostra di scatti inediti che riguardano il cinema, uno dei tanti oggetti delle sue incursioni e infatti s’intitola Cinéma mon amour, organizzata dall’Associazione Altidona Belvedere (che tra l’altro ha acquistato grazie a una pubblica sottoscrizione la sua casa per farne sede dell’archivio) e curata da Francesco Pascali e Cristina Iacoponi con la supervisione di Pacifico D’Ercoli e Laura Strappa. La mostra è stata inaugurata il 14 febbraio e durerà fino al 12 aprile 2026.

Chi volesse rendersi conto del lavoro di un grande artista e contemporaneamente visitare una delle più suggestive città italiane arroccata sul monte Sabulo che domina a 360° la pianura, i monti Sibillini e il mare, non ha che da raggiungere le Marche e godere di un’esperienza rara per l’importanza della mostra, la bellezza dei luoghi e l’ospitalità generosa degli abitanti (non sembri troppo frivolo alludere al fatto che vi si mangia anche molto bene).

Mario Dondero

Questa straordinaria figura del fotogiornalismo contemporaneo aveva piede un po’ dappertutto: in Europa, Africa, Stati Uniti, Sudamerica, Russia, Asia, Afghanistan, dovunque venisse richiamato da grandi eventi o anche solo dalla curiosità personale. Collaboratore de L’EspressoL’EuropeoEpocaL’Illustrazione ItalianaLe MondeLe Nouvel ObservateurVie NuoveTempo IllustratoJeune AfriqueAfrique-AsieDaily Herald, il Venerdì di Repubblicail ManifestoDiario, tutte pubblicazioni per le quali l’immagine ha un ruolo cruciale. Partigiano sedicenne nella Val d’Ossola, frequentatore negli anni Cinquanta del bar Giamaica – dove aveva stretto amicizia con intellettuali e futuri colleghi come Alfa Castaldi, Ugo Mulas, Luciano Bianciardi, Piero Manzoni, Lucio Fontana, Camilla Cederna, Uliano Lucas – cominciò a collaborare con testate come L’Avanti, L’Unità, Milano Sera per trasferirsi nel 1955 a Parigi (che rimarrà la città del cuore), quindi a Roma, a Londra, Milano, Fermo e in giro per il mondo intero.

1985, Roma, Federico Fellini in piazza del popolo @Mario Dondero

Mario Dondero, cittadino del mondo, non aveva la patente e in vita sua credo non sia mai entrato in un’automobile se non come passeggero, ed è buffo che Fermo gli abbia reso omaggio intestandogli il terminal dove arrivano e partono tutte le corriere che collegano la città con le grandi direttrici, sede di mostre ed esposizioni, luogo perfetto per un giramondo come lui, valigia in una mano e Leica nell’altra.

1963, Roma, lo scenografo Piero Gherardi scherza con Sandra Milo sul set di 8 e 1/2 di Federico Fellini@Mario Dondero

Fermo ha già dedicato all’illustre concittadino onorario diverse manifestazioni; stavolta, in occasione del decennale della scomparsa, mette in mostra la parte dell’immenso archivio di Dondero che riguarda i suoi rapporti col cinema, ritratti di cineasti e immagini di backstage soprattutto. I volti di Pier Paolo Pasolini, Bernardo Bertolucci, Giuseppe Patroni Griffi, Orson Welles, Laura Betti, Stefania Sandrelli, Claudia Cardinale, e le immagini dei set di tanti film (tra gli altri: Prima della rivoluzione di Bertolucci, Il mare di Patroni-Griffi, Le soldatesse di Valerio Zurlini, Grand Prix di John Fankenheimer, Una storia milanese di Eriprando Visconti, Molière di Ariane Mnouchkine). Sono tutte immagini inedite, alcune addirittura sorprendenti, testimonianze uniche di set che si credevano rimasti senza documentazione.

1962, Parma, Bernardo Bertolucci mentre gira Prima della rivoluzione @Mario Dondero

Tutte le persone che hanno conosciuto Mario Dondero ne ricordano soprattutto il garbo, l’istintiva gentilezza che dispensava a chiunque senza fare differenze fra celebrità o perfetti sconosciuti (che per lui valevano quanto gli altri), infatti trattava tutti nello stesso modo e non dimenticava mai di chiedere il permesso prima di scattare. Forse per questo i suoi soggetti hanno sempre qualcosa di amichevole e sembrano voler contraccambiare il mite sorriso del fotografo che li sta ritraendo.

Fermo sullo sfondo dei monti Sibillini

A guardar bene fra i 130 scatti di Mario Dondero esposti a Fermo troviamo ritratta anche un’automobile. Si tratta di una Fiat 1200 cabriolet Pinin Farina (poteva anche essere una 1500, le due auto differivano soltanto per l’unità motrice e minimi dettagli interni) con a bordo Marcello Mastroianni e Walter Chiari durante le riprese della commedia drammatica di Alessandro Blasetti Io, io, io… e gli altri, uscito in sala nel 1966.

1966, Io, io, io… e gli altri, Marcello Mastroianni e Walter Chiari in una scena del film @Mario Dondero