Car and Friends

Valerio Berruti
Marco Tullio Giordana

Tutto quello che non dovete sapere sulle auto

Fellini e la Ferrari 330 LM, esemplare unico

Toby Dammit è un episodio diretto da Federico Fellini nel film Tre passi nel delirio del 1968 (gli altri sono Metzengerstein diretto da Roger Vadim con Brigitte Bardot e Alain Delon,William Wilson diretto da Louis Malle con Jane Fonda e Peter Fonda come interpreti). I tre episodi sono ispirati ai racconti di Edgar Allan Poe ormai fuori diritti, cosa che spiega il proliferare in quel periodo di film tratti dall’opera del visionario scrittore americano (come quelli prodotti dalla factory di Roger Corman).

È l’unico film di Fellini in cui un’auto – tra l’altro uno specialissimo esemplare unico – figuri da co-protagonista assoluta e la ragione per cui ne scriviamo, a parte l’ammirazione per l’irraggiungibile cineasta romagnolo, è che di quest’auto si erano perse le tracce per quasi cinquant’anni finché non è ricomparsa da poco, con livrea mutata, in un museo americano. Sarà meglio andare con ordine.

La Ferrari 330 LM era nata come berlinetta da competizione, anche se ebbe vita breve, una sorta di evoluzione della 250 GTO di Giotto Bizzarrini , concepita per la 24 ore di Le Mans (da cui la sigla). Montava un motore V12 progettato da Gioachino Colombo per 3967.44 centimetri cubici, alimentato da una batteria di sei carburatori Weber doppio corpo per una potenza di 390 CV a 7500 giri/minuto. Ne furono prodotti pochi esemplari che corsero soprattutto con scuderie private, il miglior risultato fu un 5° posto alla 24 Ore di Le Mans del 1963. Fu l’ultima con motore anteriore, dopo di lei le Ferrari corsero col propulsore collocato dietro al pilota.

1968, la 330 LM Fantuzzi all’epoca del suo ingaggio nel film

Uno di questi esemplari fu modificato dalla carrozzeria modenese Fantuzzi, nota soprattutto per le Maserati da competizione, trasformata in spider, rivestita di una nuova livrea giallo chiaro/oro, abilitata all’uso stradale e immatricolata con targa Roma*697220. Acquistata dall’impresa farmaceutica Ifi, viene poi rilevata nel 1965 dalla liquidazione di questa società dall’architetto Massimo Chiappini che, nel 1968, la mette a disposizione della PEA (Produzioni Europee Associate, dell’avvocato Alberto Grimaldi), la società produttrice del film Tre passi nel delirio perché venga utilizzata nell’episodio Toby Dammit diretto da Fellini. La vettura, viene perciò affidata alla società di servizi Lombardi perché provveda alla logistica, al ricovero ed eventuali manutenzioni o riparazioni.

Infatti è previsto dal copione che il divo inglese Toby Dammit (incarnato da uno spettrale Terence Stamp) venga scritturato da un monsignore (l’immenso Salvo Randone) per girare il primo western “cattolico” e giunga a Roma completamente strafatto e fuori da ogni controllo. In conferenza stampa si ribella alle interviste, maltratta tutti e alla fine si getta sulla Ferrari promessa come compenso. È l’unica ragione per cui ha accettato e si scatena in una corsa spericolata attraversando le strade della capitale e guadagnando furiosamente la salita che porta a Marino nei Castelli Romani, mettendo alla frusta la Ferrari. Nella follia gli appare continuamente l’immagine di una bambina vestita di bianco che gioca con una palla e a causa di questa allucinazione finisce che va a schiantarsi contro la celebre fontana dei 4 Mori dopo aver cercato di saltare un ponte interrotto. Il filo a cui è appeso il cartello di divieto lo decapita e l’ultima sinistra immagine dell’episodio sarà proprio la bimba vestita di bianco che gioca con la testa di Toby Dammit.

Era dunque previsto che la Ferrari 330 LM Fantuzzi subisse un incidente e venisse perciò portata dalla ditta Lombardi nella sua officina per essere riparata. Fin qui tutto regolare. L’architetto Chiappini si trasferisce negli USA dove rimarrà per molti anni non tornando che saltuariamente in Italia. Quando cerca di riavere la Ferrari scopre che l’officina non esiste più e la ditta Lombardi si è volatilizzata. Della sua sua preziosa automobile più nessuna traccia. La vicenda non è conclusa ed è tuttora sub judice; anche la Casa madre è stata interpellata perché disponga una perizia. Infatti l’auto è ricomparsa nel 2023 negli Stati Uniti e più precisamente in un museo di Los Angeles, dove sfoggia una più convenzionale livrea rossa. Auguriamoci che la giustizia faccia il suo corso e che l’auto ritrovi il suo legittimo proprietario. 

La Ferrari 330 LM Fantuzzi ricomparsa negli USA nel 2023
1968, Terence Stamp e Federico Fellini sul set di Toby Dammit
Il manifesto francese del film
L’ultima immagine di Toby Dammit