Car and Friends

Valerio Berruti
Marco Tullio Giordana

Tutto quello che non dovete sapere sulle auto

La misteriosa Jaguar di Brigitte Bardot

copertina di ELLE del giugno 1964

La scomparsa di Brigitte Bardot ha scatenato insieme al rimpianto generale anche molte inutili rivelazioni sulla sua vita privata, cosa che poco interessa un sito che si occupa di auto. Un caro amico ha però voluto segnalarmi il ritrovamento nel 2018 di un’auto che pare sia appartenuta alla stupenda attrice, un modello costruito in un paio di esemplari da Giovanni Michelotti, sempre su telaio Jaguar XK140 come per altre rare commissioni (ne abbiamo parlato anche qui)

La Jaguar XK140 carrozzata da Michelotti fra il 1957 e il 1960

È stata recuperata a Gand (Ghent), in Belgio, durante lo sgombero di un deposito dov’erano stivate altre vetture in tristi condizioni: un Maggiolino VW, unaCitroën CX, una Tatra 603, una Jaguar XKE Type, una Jaguar MKII, una Chevrolet Corvette anni 50 e una Ferrari 308 GT4. Tutte auto abbastanza rare ma non pezzi unici come il gioiello apparso improvvisamente agli occhi di Gregory Tuytens, esperto della casa internazionale d’aste Bonhams.

La Jaguar XK140 carrozzata da Michelotti ritrovata a Gand nel 2018

«Si tratta di una Jaguar XK140 che apparteneva al proprietario belga fin dal 1999, ma non abbiamo purtroppo alcun documento che permetta di rintracciare la sua storia precedente” come Tuytens aveva dichiarato al giornalista Johan Dillen della rivista Rétro nel marzo del 2018. In quella sede l’esperto ventilava addirittura la possibilità che fosse appartenuta a Brigitte Bardot.

Un mese dopo, sempre su Rétro, Johan Dillen, fu in grado di offrire nuovi elementi che riportiamo integralmente:

Il regista e attore francese Roland Urban, grande collezionista di Jaguar

Per la cronaca: la base d’asta era fissata fra i 10.000 e i 15.000 euro, è riuscita a spuntare la rispettabile cifra di 365.000 pur senza alcuna certezza che fosse appartenuta all’attrice francese. Non conosco eventuali successivi passaggi di proprietà né le ulteriori fortune di quest’auto, ma finché non spunteranno da qualche archivio immagini di Brigitte Bardot al volante della Michelotti XK140 temo che il dubbio resterà per sempre.

Un articolo di Matthias Kierses su Secret Classic dell’aprile 2018 ha aggiunto altri particolari sul “periodo belga” della vettura. Un carrozziere di nome Schephens aveva acquistato l’auto nel 1999 al Classic Car Show di Bruxelles e aveva iniziato un restauro integrale che, purtroppo fu interrotto dalla sua morte prima di poterlo completare. Qui sotto altre immagini di com’è stata ritrovata l’auto nel capannone di Schepens (courtesy by Bonhams).

In seguito a un primo restauro conservativo (probabilmente voluto da Roland Urban che alla fine degli anni 60 fondò il French Jaguar Driver’s Club) possiamo notare alcuni particolari interessanti. Per esempio il trattamento del cruscotto molto simile, per non dire identico a quello delle coeve Lancia Flaminia Sport carrozzate da Zagato. Perfino la strumentazione è la stessa:

Posto guida delle XK140 Michelotti
Cruscotto della Flaminia Sport Zagato

Anche i gruppi ottici anteriori sono gli stessi di un’altra supercar francese dell’epoca: la prestigiosa Facel III della Facel Vega. Quelli posteriori sono invece i molto più comuni Carello in dotazione anche alle Fiat 1300/1500 berlina prima serie.

1964, Facel Vega Facel III, dettaglio del gruppo ottico

In ogni caso, sia stata o meno proprietà della bella e indimenticabile attrice, questa Jaguar XK140 carrozzata da Michelotti resta un’auto specialissima e di grande pregio, esempio tipico di un’epoca in cui perfino i francesi venivano in Italia per “vestire” (il colmo!) le proprie auto. In seguito anche la moda italiana avrebbe messo a dura prova le grandi Maison parigine, fino a quel momento spadroneggianti (non a torto) nel mondo intero. Resta chiaro però che in quella metà degli anni 50 i carrozzieri italiani non avevano rivali in tema di auto sportive, malgrado in Francia esistessero abili carrozzieri come Chapron, Franay, Figoni et FalaschiSaoutchikHenri-LabourdetteLetourneur et Marchand. Non stupisce che, volendo rivestire la propria Jaguar, perfino un francese abbia preferito rivolgersi a noi.

In apertura le abbiamo dedicato una delle innumerevoli copertine che la rivista ELLE le ha dedicato (al tempo non aveva compiuto i trent’anni). Vorremmo concludere con la prima copertina dedicata alla sconosciuta sedicenne Bardot, quando ancora sognava di fare la modella o la ballerina e mai avrebbe potuto sospettare la fama planetaria che di lì a poco l’avrebbe investita. Il colore verde, quello di chi di sua beltà si fida, le ha sempre portato fortuna.

1952, Brigitte Bardot nel la sua prima copertina. Foto di Jean Chevalier