Car and Friends

Valerio Berruti
Marco Tullio Giordana

Tutto quello che non dovete sapere sulle auto

Charles Aznavour, il romantico chansonnier che amava le auto

Charles Aznavour, nato Shahnour Vaghinag Aznavourian nel1924 a Parigi da una famiglia armena e morto a Mourières in Provenza il 1° ottobre 2018, ha dipanato la sua fortunata carriera per oltre settant’anni, con più di 300 milioni di dischi venduti e l’incisione di oltre 1200 canzoni in nove lingue diverse (tra le quali la nostra) e scrivendo di persona, o collaborando con altri artisti, più di 1000 canzoni.

È stato uno dei più influenti musicisti di tutti i tempi e un monumento della cultura francese e armena, dato che non volle mai ritrarsi dai drammi del popolo da cui proveniva. La caratteristica voce tenorile di Aznavour, pupillo prediletto di Edit Piaf, era dotata di un’ampia escursione e di un vibrato naturale che la rendevano inconfondibile, la sua vena romantica e malinconica lo portò soprattutto a cantare tormenti e occasioni perdute piuttosto che gioie esplosive, tempi dispersi o sprecati anziché conquiste e soddisfazioni.

Resta che basta sentire poche note per riconoscerlo e commuoversi per lo spleen di canzoni come La BohèmeIl Faut SavoirLa mammaEt PourtantQue c‘est triste Venise, Dèsormais e la mia preferita su tutte: Hier encore, struggente e bellissima ricapitolazione di sconfitte gloriose ma meritate. Anche se apparteneva al mito di una generazione precedente, le ragazze e i ragazzi innamorati dei Beatles e dei Rolling Stones non l’hanno mai snobbato né relegato fra le anticaglie accogliendo anzi le sue disillusioni.

Anche nel cinema ha lasciato tracce significative; basti pensare a La fossa dei disperati (La Tête contre les murs) di Georges Franju (1959), a Tirate sul pianista (Tirez sur le pianiste), di François Truffaut (1960), Le 4 verità (Les Quatre vérités), di René Clair (1962), Sotto il tallone (La Métamorphose des cloportes), di Pierre Granier-Deferre (1965), Il tamburo di latta (Die Blechtrommel), regia di Volker Schlöndorff  (1979), in tutto la bellezza di 60 film senza contare la televisione con 16 importanti presenze fra serie e TV movie.

1960, François Truffaut, Charles Aznavour e Marie Dubois durante le riprese di Tirez sur le pianiste

Questa eclettica esuberanza si riflette anche nelle automobili che il Nostro ha posseduto, con passioni equamente distribuite fra lussuose berline inglesi (Rolls-Royce, Jaguar, Vanden Plas), sportive italiane (Lancia, Alfa Romeo) e simpatiche utilitarie italiane e francesi, senza trascurare le vetturette da spiaggia che gli hanno sempre fatto compagnia nel suo buen retiro in Provenza.

1959, a bordo di una Fiat 500 Spiaggina Jolly carrozzata da Ghia

Pochi anni fa è andata all’asta presso Artcurial a Parigi la Rolls-Royce Silver Cloud 1 convertibile carrozzata Mulliner che Aznavour utilizzò per qualche anno, prima di cederla a Brigitte Bardot che se n’era innamorata e l’aveva voluta a tutti i costi. Come dire di no a Brigitte Bardot? E comunque se ne ricomprò subito un’altra.

Nel 2018 è andata invece all’asta una Vanden Plas Princess 1100 Saloon del 1966 posseduta dal cantante, un modello speciale costruito dalla carrozzeria Vanden Plas, specializzata principalmente in Bentley e Rolls-Royce ma che non disdegnò di rivestire alcuni modelli Austin-Morris, in particolare le 1100/1300 a trazione anteriore. Travestita da modesta vettura media, aveva in realtà lo stesso motore della MG 1100/1300 con doppio carburatore e sfoggiava interni lussuosi con ampie finiture in radica e rivestimenti in pelle, insieme a una griglia distintiva e al proprio logo; in realtà un’utilitaria di super lusso.

Molte sono state, come abbiamo detto, le auto di Aznavour e questo piccolo affettuoso omaggio alla sua memoria non pretende certo di indicarle tutte. Ci limitiamo a illustrarne di seguito qualcuna con la speranza che non siano andate tutte perdute e che chi oggi ne fosse in possesso le tratti con la stessa cura del suo primo proprietario.

1958 Alfa Romeo 2000 spider Touring
1959 Lancia Flaminia berlina
1960 Jaguar XKE convertible 1° serie
1961 Citroën DS Break