

Ascensore per il patiboloĀ (Ascenseur pour l’Ć©chafaud) ĆØ il primo film diĀ Louis Malle, girato nel 1958 a Parigi e dintorni quando il regista non aveva ancora compiuto i 26 anni. Rampollo di una nobile famiglia di origini alsaziane arricchitasi in epoca napoleonica con la raffinazione dello zucchero, ebbe una severa educazione cattolico/conservatrice alla quale si ribellò molto presto. AnzichĆ© seguire gli studi di Scienze politiche alla Sorbona, si imbarcò con il comandanteĀ Jacques-Yves Cousteau seguendolo nelle sue esplorazioni sottomarine e realizzando con luiĀ Il mondo del silenzioĀ (1955), primo documentario a ottenere una Palma d’Oro a CannesĀ e nominato agli Oscar, successo che lo mise presto in grado di debuttare con un proprio lungometraggio.Ā Anche se spesso associato allaĀ nouvelle vagueĀ non ne fece mai parte organica, un poā come la sua collegaĀ AgnĆ©s Varda, parimenti insofferente alla regolamentazione del proprio talento.Ā



La sua carriera fu lunga e fortunata, con titoli spesso giudicati provocatori, come Les Amants (1958), Zazie dans le MĆ©tro (1960), Vita privata (1962), Fuoco fatuo (1963), Viva Maria! (1965), Soffio al cuore (1971), Lacombe Lucien (1974), quest’ultimo addirittura accusato di indulgenza verso i collaborazionisti durante lāoccupazione nazista. Non era vero, ma tanto bastò a disgustarlo e spingerlo a migrare negli Stati Uniti.
LƬ realizzò Pretty Woman (1978), Atlantic City, U.S.A. (1980), Crackers (1998), ma con un mirabile intermezzo francese: lo splendido autobiografico Arriverci ragazzi (Au revoir, les enfants, 1987) su un gruppo di collegiali anche loro sofferenti sotto il tallone hitleriano. Ottenne un clamoroso successo internazionale di pubblico e la piena āriabilitazioneā da parte della critica francese che gli perdonò il tragico disincanto di Lacombe Lucien, forse rendendosi conto che aveva invece visto lungo (film, tra l’altro, bellissimo!).



Seguiranno altre opere notevoli, come Milou a maggio (1990), lo scandaloso Il danno (1992) e il suo ultimo adorabile Vanya sulle 42sima strada, prima di lasciare la nostra valle di lacrime nel 1995 nello sconforto dei suoi numerosi ammiratori.
Ascensore per il patibolo ĆØ tratto dal romanzo noir di NoĆ«l Calef e racconta la storia di due coppie di amanti responsabili di due diversi delitti. I primi due inscenano con consapevole premeditazione il suicidio del marito di lei, gli altri due sono invece giovani balordi che uccidono una coppia di turisti per impadronirsi della loro Mercedes 300 SL e rivenderla nel mercato clandestino. Inutile dire che per entrambe le coppie le cose si metteranno molto male, dopo che una serie di concatenazioni di eventi apparentemente casuali mettono in allarme la polizia. Gli interpreti sono la mirabile Jeanne Moreau, il tenebroso Maurice Ronet, l’implacabile commissario Lino Ventura e i balordi debuttanti Georges Poujouly e Yori Bertin. Tutto il film ĆØ sostenuto e sottolineato dalle fosche atmosfere della tromba di Miles Davis, che improvvisò il soundtrack assistendo alla proiezione del film in una sola seduta, la notte fra il 4 e il 5 dicembre 1957, insieme alla sua formazione composta da Barney Wilen al sax tenore, RenĆ© Urtreger al piano, Pierre Michelot al contrabbasso e Kenny Clark alla batteria. Una colonna sonora destinata a fare epoca e diventare un classico delcool jazz.



Della Mercedes 300 SL, una delle più belle sportive degli anni 50 entrata in produzione dopo i primi successi sportivi grazie allāinsistenza dellāimportatore USA Max Hoffmann, riassumiamo brevemente solo alcune caratteristiche fondamentali. Innanzi tutto il telaio in traliccio di tubi che sosteneva la carrozzeria in acciaio (solo in pochi esemplari destinati alle competizioni fu utilizzato lāalluminio) costringendo ad aprire le portiere verso lāalto, caratteristica che le valse il soprannome di Ali di gabbiano (Gullwing). Poi lāunitĆ motrice 6 cilindri in linea di 3 litri a iniezione diretta (utilizzata per la prima volta su una vettura di serie) per una potenza di 215 CV. La velocitĆ massima era compresa tra i 220 ed i 258 km/h a seconda del rapporto al ponte (era possibile scegliere tra cinque diverse varianti). In quel momento nessuna sportiva stradale, costruita per una normale clientela, poteva raggiungere quelle prestazioni.





Contraddistinta dalle raffinate soluzioni tecniche progettate da Rudolf Uhlenhaut e dalla linea filante disegnata da Karl Wilfert e Friedrich Geiger, la 300 SL riportò in auge il blasone Mercedes-Benz in quelle categorie che l’avevano vista primeggiare nel periodo pre-bellico, ossia la classe e l’eleganza delle vetture in ogni minimo dettaglio e la temibilitĆ nelle competizioni sportive. Suo testimonial dāeccezione fu il pilota argentino Juan-Manuel Fangio che la condusse alla vittoria in più di una occasione.


