Non ci eravamo ancora ripresi dalla notizia che Stellantis avesse deciso di declassare i marchi Alfa Romeo, Lancia, Abarth (non abbiamo ancora capito bene che ne sarà di Maserati), che viene presentata perfino al Santo Padre la nuova Ferrari elettrica, dalle linee quanto meno sconcertanti. Non vogliamo commentare la qualità del design, una sorta di lievitazione delle medie asiatiche, forse in vista della riconquista di quel mercato attualmente in calo. Ci ha pensato la Borsa a esprimere una certa qual delusione “declassando” il Gruppo con un calo dell’8,37%, fissando il titolo a 284,05 euro e bruciando così 5 miliardi di euro. Il giorno dopo però già si era ripreso, speriamo dunque in bene.

è stato detto che molti si rivolteranno nella tomba, a cominciare da Enzo Ferrari, i senatori Agnelli, Giovanni Battista Pininfarina, Tazio Nuvolari, Lorenzo Bandini, Gilles Villeneuve, per non dire dei milioni di altri innamorati che non riescono a credere che il loro adorato Cavallino si sia trasformato in uno smartphone. Chi vivrà vedrà, dunque può anche darsi che, passato lo shock iniziale (anzi elettroshock, è proprio il caso di dirlo) ci si abituerà anche a questa brusca rottura della tradizione e non dovremo più sperare come Luca Cordero di Montezemolo (altri tempi!) che il venerato stemma venga strappato dal cofano.




