
Un’Aston Martin DB5 – modello Convertible del 1964, telaio DB5C/1512/R, targa DPH 5B, appartenuta al grande attore Peter Sellers e successivamente ad Antony Armstong-Jones, marito della Principessa Margaret d’Inghilterra – è andata all’incanto qualche tempo fa a Goodwood presso la casa d’aste Bonham’s con una stima fra 1,3 e 1,7 milioni di sterline. Le offerte si sono però fermate a circa 900.000 sterline e non hanno raggiunto il prezzo di riserva; il gioiello è rimasto perciò invenduto. Non so se si siano poi materializzate offerte post-asta (talvolta succede) o se si stia aspettando una prossima occasione. Nel caso suggeriamo ai nostri lettori di rompere il porcellino e farsi sotto, perché si tratta di un’auto davvero eccezionale (vietato usare l’aggettivo iconica!), le cui quotazioni sono, come vedremo, in strabiliante ascesa, a maggior ragione se appartenute a celebrità.

Dotata di un motore sei cilindri in linea da 4 litri e 282 CV abbinato a un cambio manuale ZF a cinque marce, la vettura era in grado di raggiungere una punta di 145 miglia orarie (circa 233 km/h) ed era dotata di molti optional: fendinebbia, accendisigari, capote di tessuto blu scuro, cerchioni a raggi cromati non di serie. La colorazione era Caribbean Pearl Blue e la carrozzeria era costruita in Inghilterra da Tickford su licenza della milanese Touring Superleggera. Ne furono costruiti solo 123 esemplari, mentre della versione coupé furono sfornati 1.033 esemplari, fra i quali non possiamo non ricordare quella utilizzata dalle varie reincarnazioni di James Bond in ben 5 film della fortunatissima saga.

La grande novità era però il telefono senza fili Motorola montato per la prima volta in UK su di un’auto, un congegno che funzionava secondo Armstong-Jones come un walkie-talkie: si premeva due volte un pulsante e si veniva messi in contatto con il centralino che provvedeva poi a connetterti con chi volevi.

Rimase in possesso di Sellers, noto appassionato e bulimico collezionista di supercar, solo per un anno e nel 1965 fu rivenduta (In perdita, ci tenne a precisare Sellers!) all’amico Anthony Armstrong-Jones, il fotografo prediletto dalle celebrità della Swinging London che aveva sposato, non senza suscitare scandalo nel bel mondo, la Principessa Margaret, sorella della sovrana, strappandola alla malinconia che l’aveva afflitta per anni per aver dovuto rinunciare, causa inflessibilità della Corona e della Chiesa Anglicana, al grande amore Peter Townsend, affascinante aviatore della RAF, eroe di guerra e scrittore.

Era però divorziato e con due figli (cosa ai tempi inammissibile, tanto che lo stesso Re Edoardo VIII dovette abdicare per poter sposare la due volte divorziata Wallis Simpson) e la Regina Elisabetta si vide costretta a infliggere all’adorata sorellina minore una ferita mai davvero rimarginata. Quando apparve lo smagliante e godereccio Anthony Armstrong-Jones, sembrò la salvezza per tutti malgrado non fosse che un commoner (cosa subito risolta col titolo di Lord Snowdon, primo Visconte di Linley graziosamente concesso dalla Regina) e il matrimonio fu celebrato nel 1960 nell’Abbazia di Westminster con tutto lo sfarzo del caso. Durò poco: già dopo i primi anni la coppia si rivelò mal assortita e insofferente, e nel 1978, dopo reciproche infedeltà, vite separate, dispetti e crudeltà continue, decisero di divorziare. Fu il primo divorzio “regale” e non sarà l’ultimo. Ebbero due figli: David Armstrong-Jones, nato nel 1961, e Sarah Armstrong-Jones, nata nel 1964, nota dopo il matrimonio come Lady Sarah Chatto.

L’auto servì per spostamenti vari in Londra e nella campagna del West Sussex, dove Armstrong-Jones possedeva la splendida Old House in stile Tudor e georgiano dono di nozze dello zio, il celebre interior designer Oliver Messel. La DB5 fu anche utilizzata per lunghi viaggi attraverso l’Europa: Francia, Svizzera e perfino a Praga, nell’allora Cecoslovacchia oltrecortina.

Narra la leggenda che Lord Snowdon abbia dovuto precipitosamente esfiltrare dalla Old House Lady Jacqueline Rufus Isaacs – figlia del Marchese di Reading – nascondendola nel bagagliaio dell’Aston Martin quando la Principessa rincasò una sera inaspetta. Trovo queste notizie sul materiale fornito dalla casa d’aste che riporta anche un ricordo del figlio David: «Tenevamo sempre i finestrini abbassati, così mia madre poteva fumare le sue sigarette». È noto infatti che la principessa arrivasse a fumare quasi due pacchetti al giorno, cosa che le costò l’asportazione di un polmone, com’era già successo a suo padre Re Giorgio VI, altro fumatore incallito. Gli ultimi anni trascorsero su una sedia a rotelle e la morte giunse nel 2002, due mesi prima di quella dell’ultracentenaria Regina Madre (che la commentò come: «una compassionevole liberazione»). Ribelle e anticonformista, di lei così scrisse Gore Vidal: “troppo intelligente per ricoprire il ruolo che le era richiesto”.


L’auto fu data in custodita per un certo periodo al National Motoring Museum di Beaulieu, poi Anthony Armstrong-Jones decise di regalarla al figlio nel 1986 per il suo venticinquesimo compleanno. In un’intervista alla rivista Aston Martin, ricordando di averla guidata fino in Italia, David raccontò che: «Quando mio padre me la regalò, l’auto aveva già trascorso qualche anno al museo di Beaulieu e lui mi suggerì che sarebbe stato meglio lasciarla lì… Ma avevo 25 anni e vivevo a Londra… l’auto non la lasciai al museo!».


«Adoravo quel fascino che mi ricordava mio padre – continua il secondo Visconte di Linley – e ovunque andassi in Italia, la gente esclamava: che bella macchina!“». Fu venduta nel 2002, quando «il piacere di possedere un veicolo d’epoca iniziò a comportare anche qualche onere» e il nuovo acquirente fu il noto conduttore radiotelevisivo Chris Evans (ha sostituito il celeberrimo Jeremy Clarkson alla conduzione della trasmissione Top Gear) che la tenne fino al 2011 salvo riutilizzarla qualche volta per la sua rubrica.

Nel luglio del 1964 il prezzo di listino di questa versione cabriolet era di 4.490 sterline, cifra equivalente a 93.000 sterline odierne (circa 110.000 euro). Una somma di molto superiore al prezzo medio di una casa dell’epoca, il che la rendeva accessibile solo a pochi privilegiati. L’altra casa d’aste concorrente, la RM Sotheby’s di Londra, ne ha venduta nel dicembre 2017 un esemplare del 1965 con guida a sinistra per 1,9 milioni di sterline (2,2 milioni di euro!). Parliamo di quasi dieci anni fa; la valutazione nel frattempo si è ulteriormente accresciuta ed è assai difficile prevedere a quanto potranno arrivare in futuro.







Anche suo nipote, il Principe Carlo (ora Re Carlo III), ebbe in regalo un’Aston Martin per il suo 21° compleanno. Era però il modello successivo DB6, targata EBY 776J, ed era denominataVolante anziché convertible. La stessa auto – riconvertita per funzionare a biocarburante E85 (ecologico all’85%), ottenuto dagli scarti della produzione di vino bianco e siero di latte – è stata utilizzata da suo figlio Principe William per il matrimonio con Kate Middleton. Per l’occasione fu apposta una spiritosa targa posticcia JUST WED.






