Dal 1962 al 1969 venne trasmessa anche in Italia Il Santo (The Saint), l’originale serie televisiva inglese che narrava le avventure del ladro gentiluomo Simon Templar, interpretato da sir Roger Moore fresco del successo di Ivanhoe ma ancora ancora lontano dal sostituire Sean Connery nei panni di James Bond 007.

Il produttore Robert S. Baker (la serie fu realizzata in collaborazione con Monty Berman nelle prime stagioni in bianco e nero, con l’apporto fondamentale di sir Lew Grade, il mogol della ITC Entertainment) contattò inizialmente sia Jaguar sia Aston Martin per l’auto del protagonista, ma entrambe le case si dichiararono non interessate. Jaguar sfornava le sue XKE type a spron battente e disdegnava la pubblicità televisiva (altri tempi!), Aston Martin si era già impegnata per i film dell’agente 007.

Il caso volle che l’auto personale di Roger Moore fosse l’esotica Volvo PV1800, un’auto sportiva prodotta in Svezia e assemblata nel Regno Unito, piuttosto rara e dalla linea inconsueta, di cui l’attore era soddisfattissimo tanto da guidarla personalmente e rifiutare la limousine della produzione. Fu deciso così di adottare quello stravagante coupé che conferiva all’eroe della serie, basata sul romanzo Meet the Tiger! di Leslie Charteris del 1928, un tocco di simpatica eccentricità, cosa che contribuì a lanciare il modello sul mercato internazionale.

La storia della P1800 è piuttosto interessante. Tutto nasce dalla decisione in casa Volvo di dar vita a un modello appetibile per una clientela sportiva e affluente. Fino a quel momento la produzione si caratterizzava per auto dalla solidità e sicurezza proverbiali, con motori capaci di sfondare il tetto del milione di chilometri. Era la fine degli anni 50, il progetto venne affidato a Helmer Petterson, consulente della Casa, che riuscì a convincere il patron Gunnar Engellau, in partenza contrario allo stile “italiano”, ad accettare il progetto di Pietro Frua, elegantissimo e filante, capace di conferire alla PV1800 un’allure corsaiola malgrado la motorizzazione tranquilla e “borghese” (la stessa delle berline).

Nei primi anni ’60, la Volvo non era in condizione di produrre in casa la P1800 e si affidò ai partner inglesi Jensen Motors e Pressed Steel. Dopo una iniziale fornitura di circa 600 pezzi, che non soddisfecero gli standard qualitativi richiesti, venne deciso nel 1963 di riportare le linee di montaggio in Svezia, nello stabilimento di Lundby. Da allora, tutte le P1800 prodotte recheranno la lettera S nel nome a indicare la provenienza nazionale.


La Volvo P1800 guidata da Roger Moore, esiste ancora ed è stata scovata nel 1991 in Svezia dal collezionista Kevin Price che l’ha fatta restaurare nel 2013 riportandola agli antichi splendori. Da ultimo va ricordato che una simile coupé di proprietà dello statunitense Irving Gordon ha percorso la bellezza di 3.26 milioni di miglia (più di 5.24 milioni di chilometri) che sarebbe come fare per 130 volte la circonferenza della terra.

