Nel 2023, presso la casa d’aste Hampson Auction nel Cheshire, contea del Nord-Ovest del Regno Unito, è stata battuta una stupenda Rolls-Royce del 1924 appartenuta a Fred Astaire e dunque, anche per questo solo fatto, meritevole di gloria imperitura. Si tratta del modello 20HP Roadster costruita a Derby presso la casa madre ma carrozzata da Iskip a New York in USA, dove fu importato il nudo telaio. John S. Inskip (1885-1961) fu un carrozziere molto in auge ai tempi, specialista in Rolls-Royce tanto da rilevarne nel 1929 la concessionaria americana. In questo caso ha realizzato una due posti (più il cosiddetto “posto della suocera”) di rara eleganza, come ben poteva chiedere uno degli uomini più eleganti del mondo, sempre che si voglia considerare Fred Astaire un essere umano e non un volatile o un angelo alato che poteva sfidare le leggi della gravità.



Il suo vero nome era Frederick Austerlitz (il padre era emigrato dall’Austria negli USA nel 1895) e nacque il 10 Maggio 1899 a Omaha nel Nebraska, dove la famiglia si era trasferita. Iniziò presto a ballare facendo coppia con la primogenita Adele sui palcoscenici di Broadway, Londra e altre capitali, con enorme successo fino al 1932, anno in cui Adele si ritirerà dalle scene dopo aver sposato Charles Cavendish, secondo figlio del duca di Devonshire. Da quel momento Fred dovrà proseguire la sua carriera da solo raggiungendo i traguardi che sappiamo ed entrando per sempre nella leggenda, finché non si spense a Los Angeles il 22 giugno 1987 privando il mondo della sua grazia e della sua inarrivabile leggerezza. Nel 1950 fu Insignito di un Oscar onorario, considerandolo tutti fra i più dotati ballerini di sempre. Perfino Rudol’f Nureev ebbe a definirlo “il danzatore più grande del Novecento”.
Ha danzato con le partner più abili e avvenenti del cinema hollywoodiano, come Ginger Rogers (10 film tra il 1933 e il 1949, da Flyng Down to Rio a The Barkleys of Broadway), Joan Crawford (Dancing Lady del 1933), Eleanor Powell (Broadway Melody of 1940 del 1940), Marjorie Reynolds (La taverna dell’allegria, 1942), Rita Hayworth (Non sei mai stata così bella del 1942), Lucille Bremer (Yolanda and the Thief del 1945), Judy Garland(Ti amavo senza saperlo del 1948), Cyd Charisse (Spettacolo di varietà del 1953 e Papà gambalunga del 1955), Leslie Caron (anche lei nel film Papà gambalunga), Audrey Hepburn (Cenerentola a Parigi del 1957).






Fred Astaire non si riteneva fashion victim (era anzi lui a dettare le mode) e il suo guardaroba fu sempre piuttosto tradizionale, senza grandi mutazioni nel corso del tempo grazie al fatto che tutto gli stava benissimo e che le sue misure si conservarono identiche per tutta la vita: “Sono molto meticoloso con il taglio dei miei abiti – disse in una intervista al magazine CQ nel 1957 – e di norma li riporto dal sarto anche una mezza dozzina di volte: troppe spalle, giacca troppo corta oppure troppo lunga… Odio quando sull’abito c’è troppa stoffa. Non vedo il motivo di andarsene in giro con tutto quel tessuto inutile…”. La tradizione inglese, sobrietà e classe non esibita, valeva anche per le automobili.



La Rolls-Royce 20 HP è stata prodotta nel 1924, cosa che spiega come la doppia R del logo sia rossa. Questo era infatti il colore originario dello stemma fin dalle origini della casa fondata da Charles Stewart Rolls e da Henry Royce nel 1906. A partire dal 1933, dopo la morte del co-fondatore Henry Royce (Charles S. Rolls, pioniere del volo, era morto nel 1910 in un incidente aereo) il monogramma rosso “RR” posto sui radiatori delle vetture viene smaltato in nero in segno di lutto e tale è rimasto fino ai nostri giorni.





Va aggiunto che questa non è stata l’unica Rolls-Royce posseduta da Fred Astaire. Al Petersen Automotive Museum di Los Angeles è conservata in condizioni spettacolari una Phantom I Town Car del 1927 carrozzata da Hooper e qualche tempo fa è stata venduta dal dealer Daniel Schmitt & Co di St Louis nel Missouri una Rolls-Royce Silver Cloud I del 1956 anch’essa appartenuta al ballerino più grande di tutti i tempi. Come tutti i gentiluomini del suo tempo si faceva confezionare scarpe e abiti a Londra (la sua sartoria preferita era Kilgour, French & Stanbury in Savile Row, la stessa di Cary Grant) anche se in seguito non esitò a importarne lo stile a Beverly Hills e a “contagiare” diversi fornitori americani che lo vestirono alla metà del prezzo.








