Car and Friends

Valerio Berruti
Marco Tullio Giordana

Tutto quello che non dovete sapere sulle auto

Ecco perchè “l’auto per tutti” non esiste più

Esiste ancora un’auto per tutti? Quella che una volta chiamavano “World Car”, buona per ogni piazza e mercato?
Nella lunga storia dell’automobile ci hanno provato molti costruttori. Anche con un discreto, seppur raro successo. Probabilmente, auto quasi “globali” sono state il Maggiolino Volkswagen e la Toyota Corolla. E, in qualche modo, anche se “confinata nel mercato americano” la mitica Ford T, la prima vettura davvero alla portata delle famiglie statunitensi, vero simbolo della modernizzazione (eravamo agli inizi del secolo scorso) e della motorizzazione di massa (oltre 15 milioni di pezzi venduti). 

Il Maggiolino della Volkswagen
La prima generazione della Toyota Corolla del 1966

Ma torniamo alla domanda iniziale: oggi, nell’era della globalità dove tutto rimbalza da una parte all’altra del mondo alla velocità della luce, esiste davvero un’auto che può andare bene a tutti. O almeno alla maggioranza? La risposta è “no”. Almeno “non più” anche se ogni tanto il concetto torno a galla. Olivier François, uno dei top manager di Stellantis, aveva provato a rilanciare il concetto di “World Car”, in occasione del lancio della Grande Panda: «Oggi, essere globali, è l’unico modo per essere forti e resilienti», aveva detto il manager, “Questa vettura deve essere globale e sarà disponibile dovunque Fiat è presente: in Sud America, in Africa, nel Middle East e non solo in Europa». Dunque, “globale per Fiat”. Quindi, tutt’altra storia

La Fiat Grande Panda

Quello che invece si sta delineando per l’automobile del futuro è ben altro. Ovvero che esisterà sempre meno “l’auto per tutti” e sempre più quella “per ognuno di noi”. In pratica, l’auto che conviene in base alle nostre esigenze personali e alle caratteristiche del posto dove viviamo e alla quantità di chilometri che vogliamo percorrere.

Prendete un’elettrica, può andare bene per chi ha facilità di ricarica (a casa o in ufficio) non certo per chi deve spostarsi per lunghe tratte e avere sempre la possibilità di rifornirsi velocemente. Poi ci sono le ibride, comprese quelle ricaricabili anche con la spina (plug-in), adatte a chi vorrebbe un’elettrica ma non sempre può rifornirsi alle colonnine.

Insomma, oggi pensare ad una soluzione unica non funziona più. Nelle tecnologie e nella scelta dell’automobile. Dove invece sopravvive è nell’obiettivo ecologico. Abbattere la CO2, in tutti i modi possibili, dovrà rimanere sempre al primo posto nel futuro della mobilità.