Car and Friends

Valerio Berruti
Marco Tullio Giordana

Tutto quello che non dovete sapere sulle auto

Erich Maria Remarque sfugge ai nazisti grazie alla sua Lancia (2)

Leggi la prima puntata

Paulette Goddard (vero nome Pauline Marion Levy) era nata a New York il 3 giugno 1910 e verrà a mancare il 23 aprile 1990 a Ronco, vent’anni dopo il marito, Erich Maria Remarque. Insieme sono sepolti nel piccolo cimitero affacciato sul lago Maggiore, il luogo dove sono stati a lungo felici insieme. Dopo gli exploit con Chaplin (Tempi moderni del 1936, Il Grande dittatore del 1940) divenne una delle star più celebri e pagate di Hollywood, lavorando con registi del calibro di Ruben MamoulianFrank TuttleGeorge CukorGeorge MarshallCecil B. DeMilleMitchell LeisenAlexander KordaJean Renoir e altri mammasantissima.

Mancò per un soffio il ruolo di Rossella O’Hara in Via col vento perché il produttore David O. Selznick (che pure l’aveva lanciata nel film tutto al femminile Donne del 1939, regia di George Cukor) ne temeva il carattere indomito e fumantino. Continuò a lavorare anche dopo il matrimonio con Erich Maria Remarque del 1958, tanto che la ritroviamo nel 1964 ne Gli indifferenti del nostro Citto Maselli, tratto dal romanzo di Alberto Moravia, dov’è affiancata da Claudia CardinaleThomas MilianShelley Winters e Rod Steiger. Sarà l’ultimo film, anche se apparirà ancora nel materiale di repertorio di The Casting Couch di John Sealey del 1995.

Erich Maria Remarque e Paulette Goddard nella loro casa di Ronco sul lago Maggiore

In quel settembre del 1963 Paulette Goddard si dimostrò una squisita padrona di casa accogliendo con affettuosa cortesia Griffith e Jasmine Borgeson, condividendo i bei ricordi degli States e offrendo del Cognac in “bicchieri di cristallo di Baccarat tanto sottile da sembrare elastico!” La conversazione ruotò ovviamente attorno alla Dilambda e a questo punto Paulette Goddard li mise al corrente di una coincidenza che aveva dell’incredibile. Lascio la parola a Borgeson:

Per quanto le Dilambda fossero sempre state rare, Paulette Goddard ne aveva posseduta una ai tempi in cui, prima di diventare famosa, era sotto contratto alla Republic Pictures come attrice per ruoli minori con un compenso di 35 dollari a settimana. Il suo compagno all’epoca era Crane Grantz, erede di una grande fortuna familiare, appassionato di motori e fondatore della Cragar, un’azienda produttrice a Los Angeles di componenti per auto da corsa. 

Cranie” aveva regalato a Paulette una Dilambda nuova fiammante, anch’essa con telaio a passo corto e una elegante carrozzeria Weymann a quattro posti ravvicinati. Una volta, mentre la guidava verso Palm Springs, si confuse a un bivio e urtò il cartello segnaletico posto al centro della biforcazione: per l’impatto, l’intera carrozzeria rivestita in tessuto si staccò di netto, lasciandola con le mani al volante di un telaio nudo. Tornato a Torino, recuperai una foto della sua auto – scattata quando il carrozziere Walter M. Murphy di Pasadena l’aveva rimontata – e la portai a Paulette in occasione del nostro viaggio successivo.”

La Dilambda di Paulette Goddard ricostruita dopo l’incidente dalla Walter M. Murphy Company di Pasadena (CA)

Dopo un paio d’ore di piacevole conversazione era ormai scattata un’istintiva simpatia e l’idea di cedere la Dilambda sembrava a Remarque meno dolorosa. “Pensiamoci su, ne riparleremo – disse lo scrittore – non c’è fretta ma prima o poi dovrò liberare lo spazio… e comunque non la venderò a nessun altro.” E su questa promessa la visita si concluse.

Non si trattava di alienare un bene sia pur prezioso ma rimpiazzabile; quell’auto aveva svolto un ruolo cruciale nella vita dello scrittore. Niente di nuovo sul fronte occidentale (anche tradotto come All’Ovest niente di nuovo) quando uscì nel 1929 aveva suscitato immediatamente un interesse planetario ed era stato pubblicato in più di una cinquantina di lingue, un trionfo tale che l’editore (trovato dopo una mezza dozzina di rifiuti!) aveva dovuto affidarsi a più di ottanta tipografie per garantire le ristampe nella sola Germania.

La versione cinematografica diretta nel 1930 da Lewis Milestone (di origine russa, vero nome Leib Milstein, cugino del celebre violinista Nathan Milstein) ebbe risonanza tale da incrementare i già cospicui diritti d’autore, al punto che lo scrittore volle concedersi il lusso di acquistare nel 1929 una Lancia Lambda. Già nel 1932, desiderando un’auto più potente, acquistò un telaio Dilambda dal concessionario Lancia di Berlino e commissionò la realizzazione della carrozzeria “landau” (o landò) alla ditta berlinese Voll & Ruhrbeck. Quell’auto gli era cara soprattutto perché riteneva che gli avesse salvato la vita in più di una occasione.

Nella Germania degli anni Trenta, Remarque si era ritrovato, per la sua contrarietà alla guerra, al militarismo e a all’isteria di Hitler, attaccato dai nazisti e oggetto di continue vessazioni. I suoi libri erano bruciati nelle pubbliche piazze e messi al bando, era considerato un nemico del Reich e la propaganda faceva circolare la voce che discendesse da ebrei francesi. Tanto che il suo cognome sarebbe stato Kramer e non Remark, cioè il vero nome al contrario (solo da adulto aveva adottato l’originaria grafia francese del cognome dei nonni). 

Avvertito da un ammiratore iscritto al partito nazista che contro di lui era stato emesso un ordine di arresto da eseguirsi entro le 24 ore, Remarque caricò in fretta e furia la Dilambda per fuggire oltralpe. Riparò prima ad Antibes, in Costa Azzurra, poi a Parigi, dove visse saltuariamente dal 1933 al 1936.

Parigi, Avenue Foch negli anni Trenta

Remarque rimase in Europa continuando a scrivere (segnaliamo che la prestigiosa Casa Editrice Neri Pozza sta ripubblicando in Italia la sua opera omnia) e decidendo di trasferirsi nella neutrale Svizzera italiana dove acquistò la villa di Ronco. Nel 1939, non sentendosi più sicuro nemmeno lì (era troppo vicino al confine con l’Italia governata da Mussolini) tornò in Francia dove fu avvertito dall’ambasciatore americano Joseph Patrick Kennedy (padre del futuro Presidente) che la Francia sarebbe stata invasa dai tedeschi. Lo consigliò di partire subito per gli Stati Uniti, anzi intercesse per fargli trovare i biglietti della traversata sulla Queen Mary. La Dilambda fu sequestrata a Parigi dalla Wehrmacht e ci volle del bello e del buono per rientrane in possesso a guerra finita.

Remarque rimarrà negli USA per un decennio, decidendo di ritornare sul lago nel 1948. L’anno prima aveva ottenuto la cittadinanza americana, ma questo non era stato sufficiente a trattenerlo.

La Dilambda di Erich Maria Remarque dopo il restauro che ne ha cambiato la livrea

È noto come la vita sentimentale dello scrittore, prima di impalmare Paulette Goddard, sia stata piuttosto travagliata. Negli USA, dov’era riparato insieme alla danzatrice tedesca Ilse Jutta Zambona (che sposò e dalla quale divorziò per due volte!) visse una turbolenta relazione con Marlene Dietrich, iniziata nel 1937 al Lido di Venezia. Ebbe una altrettanto burrascosa storia a New York con la principessa Natalia Pavlovna “Natasha” Paley, attrice e socialite nata a Parigi da una famiglia di esuli russi. Di tante altre avventure, spesso platoniche, non si tiene il conto. Era d’altronde un uomo bellissimo, nonostante le crisi depressive e l’abuso di alcool, come testimoniano le immagini di quegli anni tormentati e formidabili.

Marlene Dietrich ed Erich Maria Remarque a Hollywood negli anni Quaranta
con Ingrid Bergman nel 1947, durante le riprese di Arco di Trionfo diretto da Lewis Milestone
Erich Maria Remarque negli anni Trenta
Erich Maria Remarque negli anni Quaranta

Nella prossima puntata racconteremo di come Griffith e Jasmine Borgeson riuscirono ad acquistare la Dilamba da Remarque e a portare a termine un altrettanto avventuroso restauro.

(2-continua)