Car and Friends

Valerio Berruti
Marco Tullio Giordana

Tutto quello che non dovete sapere sulle auto

Land Rover Defender e la partita miliardaria delle forniture militari

Pensate alla più grande fornitura di fuoristrada del mondo… Numeri importanti, tantissimi mercati. Fatto? Ecco, raddoppiate le dimensioni, o magari triplicatele, e avrete davanti la partita più ricca che si sta giocando nel mondo dell’automobile. Dove però i clienti normali non toccano palla, e le cifre in ballo sono stratosferiche. E’ una partita dove i giocatori sono pochissimi, si contano sulle dita di una mano. E uno di questi ha un nome ben noto: Land Rover Defender.

Land Rover 110 Defender Desert Patrol

Al settimo compleanno, tutti gli altri modelli si preparano a fare le valigie e lasciare posto a chi prenderà il loro posto. Il Defender no. Anzi, avendo completato il ‘rodaggio’ dalla presentazione del 2019, oggi lo storico modello si propone in una nuova versione – letteralmente – da battaglia, la Wolf Series II, pensata per rispondere alle esigenze di forze armate, istituzioni e organizzazioni che si trovano a operare in ogni scenario, in tutte le situazioni possibili, a qualsiasi latitudine. Arrivare sette anni dopo il lancio può sembrare una contraddizione in termini produttivi, ma diciamo che nel brand britannico si sono presi il loro tempo per studiare e affinare un prodotto che non va a competere con le decine di altri Suv del mercato. La partita delle forniture militari (ma anche della Croce Rossa o di chiunque operi in scenari disagiati) non si gioca in termini di tempi ridotti o di sconti al cliente. Mezzi come il Wolf Series II devono restare operativi per decenni e offrire il massimo della affidabilità in ogni situazione, rispondendo a specifiche come quelle della Nato che vanno al di là delle richieste dei normali utenti del 4X4.

La vecchia generazione del Defender era onnipresente nelle flotte di polizie e forze armate di mezzo mondo (anzi, di tutto il mondo). Ma il tempo passa, anche se più lentamente che nel resto del mercato, e in uno scenario geo-politico che ha riscoperto la necessità di aumentare gli investimenti nella Difesa anche i fuoristrada devono adattarsi.
Non è un caso quindi che pochi giorni fa in un incontro riservato alle porte di Roma Land Rover Italia ha presentato a istituzioni e organizzazioni le potenzialità del Defender (dall’Octa da 537 Cv, capace di sgommare nello sterrato come una GT e di guadare corsi d’acqua fino a un metro, ai normali 90 e 110 che non temono salite verticali o swing devastanti) con l’anteprima del Wolf Series II, nella versione sottoposta nella maxi gara Light Mobility Vehicle del ministero della Difesa UK. Parliamo di un progetto fino a 2,5 miliardi di sterline (circa 3 miliardi di euro) con migliaia di unità da assegnare nel “Land Mobility Programme”, per sostituire flotte di modelli ormai datati.

Per un brand come Land Rover – che cerca di lasciarsi alle spalle situazioni difficili come la prima fragilissima generazione del motore Ingenium o l’inedito attacco hacker del 2025 – è quasi una partita della vita. Vincerla significherebbe assicurarsi un salvagente finanziario per molti anni a venire. Strappare il contratto da almeno 8 mila pezzi della Difesa britannica – sconfiggendo altri sei concorrenti in lizza – poi sarebbe il viatico per tutte le innumerevoli gare in arrivo a livello mondiale. Proprio l’Italia in realtà ha appena annunciato che il nostro Esercito a partire dal 2027 sarà il primo nella Nato a adottare nei propri reparti meccanizzati la variante blindata dell’Ineos Grenadier: una scelta a suo modo ironica visto che questo 4×4 britannico è nato proprio per supplire alla uscita di produzione del vecchio Defender.

Ineos Grenadier

Per rispondere alla sfida Land Rover ha scelto un approccio a suo modo controcorrente rispetto al suo stesso ‘heritage’ (semplicità come sinonimo di indistruttibilità): le Wolf Series II sono raffinate e potenti, hanno sospensioni pneumatiche, decine di sensori e sistemi elettronici di controllo del terreno. Troppa elettronica, direbbero alcuni: quella che serve oggi, è la risposta di Land Rover. In realtà le Wolf Serie II sono più ‘rugged’ di quanto si pensi: è stato eliminato il Fap, non si usa l’Adblue e si può mettere nel serbatoio gasolio ad altissimo tenore di zolfo (che distruggerebbe qualsiasi motore normale) per fare andare senza problemi i diesel da 200 a 350 Cv con un’autonomia fino a 1000 km. L’interno è più spartano del lussuoso Defender in commercio, ma in confronto al Wolf vecchia serie è un comodissimo salotto: quanto alle capacità fuoristradistiche salire pendenze del 100% anche a pieno carico è un gioco da ragazzi.

Defender Wolf 2 2027

Gli specialisti Land Rover parlano di un mezzo “che è stato progettato per i militari ma risponde alle necessità di tutti, una specie di piattaforma Lego sulla quale si possono realizzare 27 varianti per tutte le esigenze”, dai pick-up alle ambulanze. E’ una partita davvero globale, per diventare il veicolo di riferimento di forze armate e organizzazioni in tutto il mondo: sbagliare non è ammesso, neanche a una icona.