Car and Friends

Valerio Berruti
Marco Tullio Giordana

Tutto quello che non dovete sapere sulle auto

C’era una volta la Lancia Stratos, il debutto con Munari e le 82 vittorie

In omaggio a Sandro Munari pubblichiamo la seconda parte dell’articolo che Giuseppe Schembari ha dedicato alla Lancia Stratos (la prima parte)

Oltre al giovane Gianni Tonti che lavorava a stretto contatto con Sergio Camuffo, al progetto Stratos, vennero chiamati a collaborare alcuni consulenti esterni di grande competenza, come l’ing. Gianpaolo Dallara, che si occupò del telaio e delle sospensioni, Claudio Maglioli nel ruolo di collaudatore, che seguì e coadiuvò il programma di sviluppo e l’ingegnere inglese ed ex pilota di Formula uno Mike Parkes.

L’ing. Gianpaolo Dallara insieme all’ing. Mike Parkes, che era stato anche pilota di Formula 1. Entrambi coinvolti nello sviluppo della Stratos

In 12 mesi Bertone riuscì a realizzare 500 scocche (ne servivano 400), oltre ai pannelli in GRP per la carrozzeria. La Ferrari fornì (con qualche incertezza) i suoi motori e le trasmissioni e 174 vetture riuscirono ad essere completate. L’omologazione nel gruppo 4 fu ottenuta il 1⁰ ottobre 1974, ma per completare le 500 vetture ci volle molto più tempo. Nel 1975 venne omologato anche un motore a 24 valvole, oltre ai famosi spoiler sul tetto e sul cofano posteriore. Gli ultimi esemplari stradali furono venduti nel 1978 al prezzo di 12 milioni di lire.
Il suo passo corto di 2,18 m, il peso di 980 kg e le dimensioni compatte di 3,71 m,  insieme alla potenza di 190 CV a 7.000 giri/min., riuscirono ad assicurare alla Stratos un comportamento stradale di assoluta eccellenza, quasi da go-kart.

Un’immagine dello stabilimento torinese della Carrozzeria Bertone mentre si assemblavano le Stratos

Il debutto in gara avvenne al Tour de Corse del 1972, con Sandro Munari e Mario Mannucci. Ma durò pochissimo per noie meccaniche. Meglio andò al Firestone Rally di Spagna dove, nonostante il ritiro, si sfiorò la vittoria. Poi ci fu un onorevolissimo secondo posto alla 57a Targa Florio, per la coppia Munari-Andruet. Il suo primo trionfo avvenne nello stesso anno al Tour De France con la coppia Munari-Mannucci. Prima di ricevere l’omologazione, la Lancia cercò di ottenere una maggiore potenza dal motore con la prima versione a 24 valvole (260-280 CV) e una versione turbocompressa da 350 CV. 

L’equipaggio Munari-Androuet che portò la Stratos
al secondo posto assoluto nella 57a edizione della Targa Florio (1973)

Nel 1974, anno di transizione tra la vecchia Fulvia e la nuova Stratos ci fu un secondo posto al Rally di Chamonix e la vittoria alla Targa Florio con la coppia Larrousse-Ballestrieri (anche se non valevole per il campionato). Arrivarono, poi, la vittoria al Rally di San Remo, al Rally del Canada e al Tour de Corse. Un terzo posto al RAC Rally e un quarto al Rally americano Press on Regardless (con una lancia Beta coupé). I risultati di quell’anno non furono comunque giudicati entusiasmanti nel quartier generale di Torino, perché ottenute solo dopo una lotta strenua tra le squadre sorelle Lancia e Fiat (con le 124 Abarth).

Sandro Munari e Mario Mannucci nel vittorioso RAC
rally del 1974

Nel 1975 si decise di partecipare anche al Campionato Europeo GT con una Stratos preparata da Facetti, che poteva essere considerata come semiufficiale. Ma il confronto con le Porsche fu fonte di delusione. Invece la stagione Rally iniziò benissimo. La Stratos si dimostrava vincente ovunque. A Munari venne affidata la versione a quattro valvole per cilindro da 270 CV, a Pinto e a Waldegaard la versione a due valvole da 230 CV. Il campionato mondiale venne vinto grazie alla vittorie a Monte Carlo, nel rally di Svezia, San Remo, Corsica, Rac rally, più altri piazzamenti.

Il motore Dino Ferrari in versione quattro valvole per cilindro da 270 CV

Nel 1976 il copione dell’anno precedente fu ripetuto. La Stratos vinse il rally di Monte Carlo, quello del Portogallo e Giro di Corsica. A San Remo fu addirittura un trionfo con quattro auto ai primi quattro posti. Più una serie di piazzamenti. In confronto alle Stratos da rally, quelle da pista che usavano il turbocompressore, invece, non brillarono.
In quell’anno venne vinto anche la specialità dei rallycross con Wurz e Bentza. Mentre Darniche vinse ben otto gare del Campionato Europeo Rally.

Gli interni di una Stratos da corsa e l’equipaggio Pinto-Bernacchini in azione al rally di Monte Carlo del 1976

Dal 1977 il gruppo Fiat decise di puntare sulle 131 Abarth per motivi commerciali. Alla Stratos rimase comunque la vittoria nel Campionato Europeo rally con Bernard Darniche e la squadra Chardonnet. Le Stratos vinsero ancora fino al 1979, con Bernard Darniche, il prestigioso rally di Monte Carlo, dimostrando ancora di poter dare filo da torcere a tutti nonostante l’auto fosse stata messa da parte della Direzione delle attività sportive del gruppo Fiat.

Sandro Munari e Mario Mannucci: l’equipaggio più famoso in azione al vittorioso Rally di Monte Carlo del 1977

Dal giorno del suo debutto, nell’autunno del 1972, quest’auto, formidabile nei rally, aveva collezionato ben 82 vittorie internazionali circa, di cui 14 in gare mondiali, tre campionati mondiali rally marche e tre campionati Europei rally. Un grande orgoglio per il marchio Lancia e per tutti gli uomini che vi credettero, a partire da Cesare Fiorio. Anche se la Stratos, probabilmente, avrebbe potuto vincere altri tre titoli mondiali se fossero prevalse logiche sportive . Ma sappiamo bene che il gruppo Fiat non brillò mai nel fare le scelte giuste e, anche quando le ha fatte, ha sempre mancato di lungimiranza… 

Bernard Darniche, del Team francese Chardonnet, nell’ultima sorprendente vittoria a Monte Carlo del 1979

(2 – Fine)

Per gentile concessione di Giuseppe Schembari e www.oltreiconfini.org