Car and Friends

Valerio Berruti
Marco Tullio Giordana

Tutto quello che non dovete sapere sulle auto

La Chrysler di Jerry Lewis, Dean Martin, Anita Ekberg e del cane Lord Byron

Nel 1956 frequentavo la prima elementare. Ero nella scuola milanese di via Corridoni e mi trovavo bene: mi piacevano sia la Maestra – la signora (o signorina?) Ebe Ragazzi che ci regalava una Golia ogni volta che le davamo anche una minima soddisfazione – sia i miei confratelli, con alcuni dei quali nacque un’amicizia che resiste tuttora. Uno di loro, Francesco Daverio, mi raccontò di aver appena visto un film con Dean Martin e Jerry Lewis (data l’età Anita Ekberg non aveva lasciato in lui la minima traccia…) che si intitolava Hollywood o morte e dovevo assolutamente vederlo per mettermi in pari. Nella foto qua sotto Daverio è il terzo da sinistra in alto, io sono il primo a destra della fila dietro quelli seduti.

In casa ci fu una discussione (forse proprio a causa di Anita) ma visto che il film non era vietato e la presenza di Jerry Lewis era garanzia di un prodotto per la tenera infanzia mi accompagnarono finalmente a vederlo al cinema Colosseo di piazza 5 Giornate. Non ricordo nulla di quella visione, tranne che il giorno dopo potei sfoggiare con Daverio uguali cognizioni. Nel tempo mi è capitato di confondere Hollywood o morte (diretto da Frank Tashlin e prodotto da Hal B. Wallis per la Paramount) con altri film della coppia ma col senno di poi devo confessare che la smagliante convertibile rossa al centro della trama fu la cosa che mi fece più impressione. Intanto per le dimensioni così smisurate (in Italia non si vedeva per strada niente di simile) che evocavano oltremare una terra ricca e felice, poi perché il rutilante mondo dello spettacolo annesso alla Mecca del Cinema (che costituiva l’obiettivo dei nostri eroi ma dove troverà lavoro solo il gigantesco cagnone Lord Byron) faceva sognare i “grandi”, figuriamoci un bambino.

Jerry Lewis era uno dei miei beniamini e la coppia con Dean Martin mi sembrava irresistibile, mai avrei immaginato che dopo quel film si sarebbe sciolta e non avrebbero più lavorato insieme. Peccato perché pellicole come (alla rinfusa) Il sergente di legnoOcchio alla pallaQuel fenomeno di mio figlioMorti di pauraI figli del secoloIl nipote picchiatello, etc. si rivelano divertenti anche rivisti da adulti.

Molte cose di Hollywood o morte ho imparato ad apprezzarle in seguito, a cominciare dalla Chrysler New Yorker Convertible De Luxe intorno a cui ruota tutta la vicenda. Il modello era nato nel 1940 ed è stato prodotto in ben 11 serie successive; quella del film è la quarta (dal 1955 al 1956) e la sua linea era stata completamente rivista rispetto alla precedente. Il motore era un V8 da 6,4 L e 250 CV, il cambio era automatico a tre rapporti, comandato da una leva posizionata sul pannello strumenti. 

La quarta serie venne sostituita dopo appena un anno dalla quinta, che rinnovò completamente gli stilemi della carrozzeria con l’adozione di doppi fari (che però potevano ridiventare singoli a richiesta) e vistose pinne caudali. Il motore era sempre il V8 di 6,4 litri incrementato a 325 CV e tale serie durò fino al 1959 prima di venire ulteriormente sostituita. Inutile dire che la New Yorker di Jerry Lewis e Dean Martin resta, per l’esiguità dei numeri di produzione, fra le preferite dai collezionisti.