Car and Friends

Valerio Berruti
Marco Tullio Giordana

Tutto quello che non dovete sapere sulle auto

Il motore del Duemila bello, lucente e silenzioso di Dalla e Roversi, profezia senza titoli di coda

1955, la redazione di Officina. Da sinistra: Angelo Romanò, GianniScalia, Franco Fortini, Pier Paolo Pasolini, Francesco Leonetti, RobertoRoversi

Officina, la rivista di poesia fondata nel 1955 a Bologna da Francesco Leonetti, Pier Paolo Pasolini e Roberto Roversi, fu un incubatoio geniale e tumultuoso delle contraddizioni del nostro Paese che soltanto i versi poetici hanno il potere di restituirci nella loro verità. Nodi al pettine, mai sciolti e risolti, perché questo è il senso di ciò che residua della contraddizione tra vita che assale e mistero del morire. Finirono per scrivere sulla Rivista Caproni, Calvino, Penna, Volponi, Gadda, Ungaretti, solo per ricordarne alcuni.

Cover della rivista Officina

L’onda d’urto di ciò che si andava pubblicando in quelle pagine, anche dopo la chiusura di Officina avvenuta nel 1959, rimase nel sismografo culturale della società italiana, fino al punto di scuotere e coinvolgere uno a cui spetterebbe de jure il Nobel per la letteratura, al pari di Bob Dylan.

Intendo Lucio Dalla, bolognese e amico e sodale di Roberto Roversi. Insieme, almeno fin quando non decisero di interrompere la loro collaborazione, composero due album, Anidride solforosa e Automobili, rievocazione del passaggio a Bologna di Tazio Nuvolari in occasione delle Mille Miglia del 1947. Il motore del 2000 fa parte del secondo album. Dalla compose la musica e Roversi le parole. Era il 1976, nel crocevia tragico delle contestazioni, il Sessantotto e il Settantasette, alla soglia del rapimento Moro e dello Stige dolente popolato da stragi e morti senza sepoltura che attraversò il tempo di chi visse quegli anni.

Eccoli, i protagonisti di quel canto di Dalla e Roversi, un motore e un ragazzo, quali avrebbero dovuto diventare una generazione dopo, nel 2000.

[Il motore del duemila, / sarà bello e lucente / sarà veloce e silenzioso / sarà un motore delicato / avrà lo scarico calibrato / e un odore che non inquina / lo potrà respirare / un bambino o una bambina.

Ma seguendo le nostre cognizioni / nessuno ancora sa dire / come sarà cosa farà nella realtà / il ragazzo del duemila / questo perché nessuno lo sa / l’ipotesi è suggestiva / ed anche urgente / ma seguendo questa prospettiva / oggi ne sappiamo poco o niente…]

Tazio Nuvolari

Il mirabile espediente retorico stava nello scambio, nell’inversione dei soggetti delle due strofe. Il motore a posto del ragazzo e viceversa. La scelta degli aggettivi, bello lucente veloce silenzioso, trasferiva nel tempo avvenire lo splendore della giovinezza, l’incarnarsi in una creatura dalle fattezze semidivine.

Allo stesso modo Futura, un altro dei pilastri della poetica di Dalla, quando la proiezione del concepimento oltrepassava l’attimo biologico e assumeva la sembianza ‘di un cosa parliamo quando parliamo d’amore’, per dirla con Raymond Carver. Sarai tu in miniatura. Perché non conta tanto l’amato, l’amata, ma l’amore che tenacemente rende eterno ogni concepimento, voluto o no, oltre e malgrado noi.

1983, bozzetto pubblicitario della Fiat Uno

La canzone di Dalla e Roversi divenne la colonna sonora della pubblicità della Fiat Uno Fire nel 1992, ma va ascoltata come una profezia a motore spento e senza titoli di coda, com’è nella natura della sua ispirazione originaria.