In esilio a Helsinki nel 1940, Bertolt Brecht trova ospitalitĆ presso Hella Wuoliijki, la grande scrittrice estone-finlandese. Insieme mettono mano alla scrittura di un dramma che attinge alla composizione dei racconti di Hella. Nasce cosƬ Il signor Puntila e il suo servo Matti, una delle opere più rappresentate del teatro brechtiano. Puntila ĆØ un ricco proprietario terriero e Matti ĆØ il suo autista. Noto con una moderata sorpresa che anche Arto Paasilinna ne Lo smemorato di Tapiola farĆ la stessa scelta per i protagonisti del suo romanzo. Taavetti lāagrimensore possidente e Seppo il suo tassista.

Leggere Brecht di questi tempi in cui si spetala una margherita fatta di una moltitudine di SƬ e di No, senza poter capire che forma avrĆ infin lo stelo, ĆØ un vero vezzo intellettuale. Da un lato Puntila, un ricco bipolare, ānormaleā quando da ubriaco si relaziona con i poveracci, āanormaleā nella sobrietĆ che ne mostra il pelo da padrone, una sorta di Tebaide della villania. Questo, detto alla spiccia, il meccanismo della comicitĆ sottesa. Matti lo chaffeur, che lo rintuzza e contraddice, ma sempre servo rimane. Come a dire, la condizione di classe ĆØ scolpita nel granito e guai a illudersi. Salvo condividere ā grande e destinale arcano dellāessere Servo-Padrone ā la sospensione di due corpi in conflitto di classe sulle ruote di una stessa automobile.
– PUNTILA E ora di dove vieni?
– MATTI Da lƬ fuori. Sono due giorni che aspetto nella macchina.
– PUNTILA Quale macchina?
– MATTI La sua. La Studebaker.

Ecco, per coloro che amano infilare i calzini alle mosche, una specificazione inusuale, specie in un intellettuale come Brecht dal quale ci si sarebbe attesi una sostanziale indifferenza alla marca di un autoveicolo. In effetti, alla fine degli anni Trenta circolava in Finlandia un modello di Studebaker che ci piacerebbe immaginare e sistemare sul palco per una rappresentazione teatrale sensibile allāestetica e alla filologia dellāallestimento scenico.

La Studebaker Miracle, una macchina da Paperone, magari color bordeaux, con le gomme in vernice bianca, dalla livrea filante, con un Matti alla guida costretto a infilare i guanti per evitare di toccare con manacce proletarie tanta intangibile bellezza.
