Car and Friends

Valerio Berruti
Marco Tullio Giordana

Tutto quello che non dovete sapere sulle auto

Locked, in trappola dentro l’auto che più cattiva non si può

Locked – In trappola è il titolo italiano di un film USA (Locked, 2025), prodotto da Sam Raimi e diretto da David Yarovesky, disponibile da qualche tempo sulle piattaforme. Si tratta del remake di un film argentino (4 x 4 del 2019) e materializza uno dei peggiori incubi creati dalle funzionalità elettroniche ormai imperversanti su qualsiasi automobile, senza le quali nessuna verrebbe più presa in considerazione malgrado l’impennata di costi che questo significa.

Sembra un aiuto ormai irrinunciabile perfino per il guidatore più esperto, ma in qualche caso potrebbe rivelarsi un boomerang tanto che alcune delizie (tipo le maniglie a scomparsa) vengono oggi rigettate e proscritte dall’industria automobilistica cinese (piaccia o no ormai all’avanguardia di tutto ciò che dipende dall’energia fornita dalle batterie). Ne abbiamo già parlato qui, e sempre più sarà da valutare bene la dipendenza da remoto dei nostri indispensabili gadgets, perché possono essere disattivati quando meno te l’aspetti e nei contratti (scritti in piccolissimo) questa eventualità non comporta repliche né compensazioni. 

Cosa racconta Locked?  

Un giovane balordo, interpretato dall’astro nascente svedese Bill Skarsgård appena uscito dal carcere, ha la pessima idea di rubare dentro un SUV iper lussuoso che trova con le portiere inspiegabilmente non bloccate. Non deve aver studiato il latino in carcere perché già il nome della marca dovrebbe preoccuparlo: Dolus, cioè inganno, truffa, raggiro escogitato con crudele premeditazione. Appena entrato l’auto si blocca e non potrà più uscirne. La Dolus è infatti comandata ed eterodiretta (altro che Tesla!) da sir Anthony Hopkins, già inquietante di suo (si tratta di uno dei più grandi attori viventi, capace di interpretare qualsiasi personaggio, dal compassionevole dottore di The Elephant Man del 1980, al maggiordomo angosciato di The Remains of the Day del 1993, al perverso cannibale della saga di Hannibal Lecter del 2001 e oltre), qui se possibile ancora più sinistro e cattivo.

Ne succedono di tutti i colori e alla fine non si può non provare pena per il malcapitato ladruncolo invischiato nella ragnatela di un sadico vendicativo, sia pure con le sue scellerate ragioni (si tratta di un film di genere molto atipico), moltiplicate dell’andazzo folle dell’automotive contemporaneo che non sa cosa inventarsi per intortare un acquirente sempre più autistico e capace di interagire solo coi videogiochi.

Non vogliamo svelarvi nulla (questo sito proibisce l’uso della parola spoilerare) ma soltanto segnalare una ulteriore dimostrazione di come la cinematografia americana non si limiti a fare e rifare sempre gli stessi film (è ormai l’andazzo mondiale) ma sappia anche affrontare inquietudini e zone d’ombra della tecnologia ormai diventata dominus ossessivo delle nostre vite. D’altronde il produttore Sam Raimi, classe 1959, è un talento consolidato da decenni (sua la trilogia La casaL’armata delle tenebreDarkman e l’altra trilogia Spider Man per non citare che questi titoli) e altrettanto ragguardevole si sta dimostrando la carriera del californiano David Yarovesky, classe 1980, autore di film “gotici” diventati di culto come The Hive (2014), Brightburn (2019), Nightbooks (2021) e, per l’appunto, questo allarmante Locked che dà molto da pensare.