Car and Friends

Valerio Berruti
Marco Tullio Giordana

Tutto quello che non dovete sapere sulle auto

L’automobilista tartassato: dall’elettrica che costa troppo al caos autovelox. Viaggio nel mondo delle incertezze

Come se non bastasse… nuovo capitolo della serie infinita della commedia all’italiana che ha come protagonista un disperato e rassegnato automobilista.

Come se non bastasse… il caos della transizione energetica, la decisione europea di imporre il 2035 come data finale per cancellare i motori termici e sostituirli con gli elettrici. Meno di dieci anni per gettare via ogni tecnologia, spesso ecologica ed efficiente, per far spazio alla soluzione unica delle batterie.

Che può fare l’automobilista che non ha l’auto elettrica e probabilmente non ha nessuna intenzione di comprarla? Nulla, se non aspettare che qualcuno dalle parti di Bruxelles si rinsavisca. Speranza vana ma è pur sempre qualcosa. Poi, mentre attende, scopre che il terreno si restringe e forse anche i tempi, visto che per le le auto a noleggio si pensa già di anticipare tutto al 2030. Non solo, scopre anche che la rischio stop ci sono le diesel Euro 5 e che presto non potranno più circolare, perché dicono i regolamenti, sono anche loro responsabili dell’inquinamento delle città e del pianeta. E allora compare una data e certe zone del Paese dove lo stop diventa certezza. L’automobilista si arrabbia, si guarda intorno e poi si dispera.

Tragedia? Non ancora, perché Matteo Salvini, ministro dei Trasporti, (questa volta con qualche ragione) sposta lo stop di anno, esattamente come era accaduto nel 2024. Così si va avanti e si aspetta. Che cosa? Tempi migliori, naturalmente, anche se nessuno osa dire quali sorprese porteranno e quando arriveranno. Tant’è. Rassegnato e disperato il povero automobilista si gode la sua auto e il poco tempo che gli resta per poterla guidare. Chissà magari sperando nell’italico “Provvisorio definitivo”.

Ma appena rimonta in macchina, ecco spuntare il problema autovelox. Nemmeno in questo caso “di doman non c’è certezza” e visto siamo in pieno periodo di esodo estivo non è un problema da poco. È tornata infatti alla ribalta l’ordinanza della Cassazione 10505/2024 di aprile, secondo cui i rilevatori vanno omologati in base all’articolo 142 dello stesso Codice. In sostanza, non basta l’approvazione degli apparecchi, indicata da varie circolari ministeriali, che sono fonti gerarchicamente inferiori alla legge. Così mentre rimangono due interpretazioni molti autovelox continuano a funzionare e a multare ma nello stesso tempo cresce il numero degli automobilisti che vincono i ricorsi ai giudici di pace sulla scorta dell’articolo 142 del Codice della strada e delle ordinanze della Cassazione.

E alla fine arriva il Codacons che sentenzia: Tutti i rilevatori andranno spenti il 18 ottobre 2025 visto che il decreto Infrastrutture (legge 105/2025) stabilisce l’obbligo a Comuni, Province e Regioni di censire e comunicare al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti i dispositivi presenti sui rispettivi territori. “Condizione necessaria ai fini del legittimo utilizzo delle apparecchiature”, dice il dicastero. Gli enti locali, tuttavia, spiegano i tecnici dell’associazione, non possono rispettare l’obbligo di censimento, perché mancherebbe il decreto attuativo da adottare entro il 19 agosto (essendo la legge entrata in vigore il 20 luglio) che fornisce il modulo digitale indispensabile per comunicare i dati. Dopodiché, le amministrazioni avranno 60 giorni per fornire le informazioni sugli autovelox: se no, dovranno disattivare gli strumenti.

A questo punto il Ministero dei trasporti dichiara che entro settembre si chiarirà tutto e gli enti locali avranno due mesi di tempo per inserire i dati relativi agli autovelox su cui hanno competenza, indicando per ciascun dispositivo la conformità, la marca e il modello. Insomma, tutto dovrebbe chiarirsi e come dice Salvini “Non saranno tollerati i dispositivi fuori norma o utili più a fare cassa che a prevenire comportamenti scorretti alla guida”.

Giusto, sempre che vada a finire così. Ma nel frattempo? Addio limiti? Altro caos, altre incertezze. Come se non bastasse…