Car and Friends

Valerio Berruti
Marco Tullio Giordana

Tutto quello che non dovete sapere sulle auto

La morale della Ferrari Luce

A forza di ripensare alla Ferrari Luce, anzi a forza di ragionarci su (come si dice sempre più spesso anche impropriamente…) sono arrivato alla conclusione (del tutto personale) che ci saranno “altre Luce”.

La plancia della Ferrari Luce

L’illuminazione, è proprio il caso si dire, è arrivata dalle parole di Walter de Silva, uno dei maggiori car designer di sempre, autore di bellissime Alfa Romeo prima, poi capo dello Stile Audi e poi responsabile di tutto il gruppo Volkswagen. Intervistato da Quattroruote, de Silva va dritto al problema della Ferrari elettrica: “Non capisco come, un marchio dal cuore italiano che ha in casa un designer italiano dal grande talento, qual è Flavio Manzoni, abbia deciso di affidare questo compito a un team di, forse sopravvalutati, designer stranieri. Che, aspetto non secondario, non sono car designer. E questo è un problema, perché mentre un car designer può fare product, un product designer non può fare il car designer. Perché? Semplicemente perché si tratta di una materia estremamente complessa, fatta di dinamica, ergonomia, tecnica, normativa, tutte cose che vanno oltre il disegno. Bisogna saperne molto di carrozzeria per studiare un nuovo design”.

Walter de Silva

Considerazioni molto simili sono quelle di Leonardo Fioravanti (sempre interpellato da Quattroruote) che ha firmato bellissimi modelli di Maranello, dalla Dino 206 alla 365 Daytona, dalla 365 GT/4 BB alla 308. Le sue parole sono molto chiare: “Una copiatura di cose che esistono già, soprattutto da concept car di origine asiatica. Credo che l’estraneità al mondo automotive del team incaricato abbia condizionato il risultato. Mi chiedo quale sia stata la molla che, nella testa dei decisori, ha spinto a ricorrere alla collaborazione di persone che dell’automobile non avevano alcuna esperienza”.

Leonardo Fioravanti

Eccolo, il punto. Il mondo automotive guarda sempre più spesso fuori dall’auto. Da qualche tempo, infatti, l’industria cerca manager in altri settori, soluzione che può funzionare in alcuni casi come il marketing o la comunicazione ma che rischia di generare qualche corto circuito quando si tratta di sviluppo del prodotto e del design in particolare. Esattamente come è accaduto con la prima Ferrari a batterie. Che questo sia un bene o un male sarà il mercato a dircelo ma certamente rappresenta un passaggio molto importante per il futuro dell’auto.

Chris Bangle

Un’esplorazione necessaria e solo il tempo restituirà ragioni e torti di tutto questo. Perché un’idea come quella della Ferrari Luce potrebbe essere la prima di una nuova storia o un colossale errore. In ogni caso un percorso che vale la pena esplorare. Lo dice meglio di tutti Chris Bangle, uno dei più importanti designer del mondo che a metà degli anni 90 ha rivoluzionato lo stile delle Bmw: “Forse per inquadrare nel modo giusto la Ferrari Luce dovremmo sapere che cosa verrà dopo la Luce”.