Bisogna scegliere. Per l’industria dell’auto è addirittura obbligatorio. Scegliere per evitare di finire “fuori dai giochi”, Che poi è quello che sta accadendo nella svolta elettrica di questi anni. Una scelta dettata certamente da una sensibilità ambientale a cui nessuno può rinunciare ma anche dalla necessità di mettere sul piatto investimenti colossali. Investimenti per il futuro che a detta di tutti sarà a zero emissioni.
Attenzione però, perché l’automobile è un prodotto diverso da ogni altro. Un settore che non si conquista o si cambia dal giorno alla notte. Nemmeno nel giro di pochi anni. Quindi, ancora una volta vale la regola di cui sopra: scegliere prima. Anticipare. Come fece la Toyota con l’ibrido all’inizio degli anni Duemila mentre altri puntavano sul diesel. Sembra facile col senno di poi ma in realtà bisogna avere una certa visione (insieme a discrete possibilità di investimento) per arrivare al successo.

Oggi, dunque, l’obiettivo è l’auto elettrica ma come sfruttarla veramente? In che modo far fruttare le enormi somme spese per un cambiamento così radicale della mobilità, visto che le vendite vanno tanto a rilento? Il nuovo spinge ma il vecchio resiste e per di più produce anche i maggiori guadagni. Fino a quando, in realtà, non è dato sapere. Ma di certo ci sarà un momento, una data che tutti provano a prevedere, in cui la curva cambierà. Il vecchio cederà il posto al nuovo e da quest’ultimo verrà immediatamente travolto. Ma attenzione a fare le giuste valutazioni.

E torniamo ancora al futuro. Quello dell’auto sembra davvero eterno. O meglio sempre lo stesso da un’eternità. Sapevate che si parlava di auto elettrica già all’alba della motorizzazione e quindi sul finire dell’Ottocento? Anzi, forse più di adesso, visto che i primi modelli erano tutti ad elettricità. Poi il petrolio ha cambiato la storia e le regole del successo per oltre un secolo ma oggi siamo di nuovo a progettare l’auto del futuro che sarà o dovrebbe essere solo elettrica. Addio petrolio, dunque. Ad averci pensato prima, verrebbe da dire…

Ma non è tutto. All’auto che vola oppure a quella a guida autonoma ci pensavano già negli anni Venti del secolo scorso: è del 1925 la prima dimostrazione di una vettura guidata da remoto mentre nel 1956 l’America’s Independent Electric in una serie di pubblicità raccontava come imminente l’avvento dei veicoli elettrici a guida autonoma. Sono passati quasi 70 anni anni e si potrebbe sostenere esattamente la stessa cosa. E’ il futuro bellezza. Nessino lo conosce davvero, per fortuna….


