Il cuore dell’auto elettrica è la batteria. Il suo ruolo è determinante perché può durare per 200 chilometri (anche meno) oppure arrivare a mille. Poi l’auto si ferma se non viene ricaricata. Sul funzionamento e l’efficacia della batteria e soprattutto sul suo futuro si scrive tanto. Anzi, decisamente troppo. Scambiando spesso il desiderio con la realtà. Si annunciano sempre con troppa disinvoltura batterie che consentirebbero più di mille chilometri di autonomia e tempi di ricarica ridotti a pochi minuti.

Come per esempio, l’uso del “silicio sottile” che migliorerebbe le prestazioni delle batterie al litio di almeno dieci volte. Sempre in rete, approfondendo un po’ le ricerche, spuntano nuove e “rivoluzionarie” batterie agli anodi di niobio, anche queste ricaricabili in cinque minuti che al posto del litio usano la grafite. Oppure, gli accumulatori al litio-aria che, in teoria, promettono autonomie oggi inimmaginabili. Anche in questo caso, però, non si va oltre la promessa.

Sarebbe bello ma al momento è ancora quasi tutto allo stato di progetto. Quindi, “attenti alle truffe”. Che è quello da cui mette in guardia Yang Hongxin, amministratore delegato della cinese Svolt: “Troppo presto per parlare di industrializzazione: chiunque abbia una conoscenza basilare della tecnologia capirebbe che si tratta di una frode”. Probabilmente accadrà ma quasi nulla “è dietro l’angolo”.
Tornando al presente e “con i piedi per terra”, ecco quanto sta facendo (veramente) Byd, il principale produttore mondiale di veicoli a nuova energia. La casa cinese si dice “pronta ad abbattere le ultime barriere alla diffusione su larga scala dei veicoli elettrici grazie alla sua tecnologia proprietaria FLASH Charging, capace di erogare fino a 1.500 kW attraverso un singolo connettore, e alla seconda generazione della sua iconica Blade Battery”.

In pratica, queste due nuove tecnologie garantiscono velocità di ricarica straordinarie, indipendentemente dalle condizioni. Una ricarica dal 10% al 70% richiede appena cinque minuti, mentre dal 10% al 97% bastano solo nove minuti. E non si tratta soltanto di test, la Blade Battery 2.0 sarà introdotta sull’ammiraglia del marchio Denza, la Z9 GT, in occasione della presentazione parigina dell’8 aprile. L’integrazione del FLASH Charging offrirà a questo modello un ulteriore vantaggio tecnologico, soprattutto se abbinato all’ampia autonomia garantita dalla Blade Battery da 122 kWh, fino a 800 km nella versione a trazione posteriore.
Qualcosa di più, invece, saranno, le batterie allo stato solido che a differenza di quelle tradizionali agli ioni di litio non hanno un elettrolita liquido ma solido. Uno dei vantaggi riguarda proprio la densità energetica che vuol dire che, a parità di dimensioni e peso, queste batterie possono accumulare più energia rispetto alle attuali soluzioni. Per le auto elettriche questo si traduce in una possibile autonomia maggiore senza aumentare il peso del veicolo.

Anche queste, purtroppo, annunciate come soluzione “imminente”, avranno invece bisogno di anni per arrivare davvero sulle nostre automobili. Secondo Bloomberg NEF, infatti, nel 2035, solo il 10% delle auto elettriche in commercio disporrà di questa tecnologia. Però i test vanno avanti e Chery, colosso cinese dell’auto, presente in Italia con i marchi Omoda e Jaecoo, è pronta a vendere, già dalla fine dell’anno, la prima vettura elettrica, Exeed Liefeng, dotata di batteria allo stato solido. Stando alle dichiarazioni ufficiali, sarà in grado di percorrere 1.500 km con una sola ricarica anche quando la temperatura esterna scenderà sotto i 30 gradi centigradi… Vedremo.



