Car and Friends

Valerio Berruti
Marco Tullio Giordana

Tutto quello che non dovete sapere sulle auto

Idea SM, metà Citroën, metà Maserati. Esperimento da non ripetere. Ecco perché

Metà Citroën, metà Maserati. Prove di integrazione tra marchi dello stesso gruppo? Un’idea per una sportiva di lusso per il futuro? Niente di tutto questo perché l’auto in questione ha ben 55 anni. E soprattutto una storia che sarebbe meglio non ripetere.

L’auto in questione era una coupé piuttosto elegante, realizzata sulla base dell’indimenticabile DS. Il nome scelto, SM (Sport Maserati) non era indubbiamente dei più azzeccati, visto che in Italia cominciarono subito a chiamarla semplicemente la “Citroën-Maserati”, frutto del lavoro congiunto delle due case automobilistiche. Un progetto lungamente discusso ed elaborato (la gestazione è durata oltre 10 anni) fino al “parto” avvenuto soltanto nel 1970 al Salone di Ginevra.

I francesi cercavano qualcosa che alzasse l’asticella della loro quasi perfetta DS, la “Dea delle automobili”. L’unica cosa che mancava al modello francese era la potenza. Il suo lungo cofano era fatto per ospitare un motore a sei cilindri e invece fin dal 1955, c’era quello della Traction Avant (altro modello storico della casa) che, per quanto aggiornato e perfezionato, era pur sempre un quattro cilindri, rumoroso e vibrante.

Per risolvere il problema, i dirigenti francesi nel 1968 decisero di intervenire in maniera drastica comprando la Maserati. Così bastarono due anni per chiudere il progetto e mettere su strada la SM: una versione sportiva della DS, con passo leggermente accorciato, abbassata e trasformata in coupé. Soprattutto con il tanto atteso sei cilindri a V stretta (60°), silenzioso ma con ben 180 cavalli di potenza in grado di consentire alla coupé franco-italiana di coprire lunghe distanze a una velocità media di 200km/h. In totale sicurezza e nel più assoluto comfort.

Un sogno, però, durato appena cinque anni. Con la fine della produzione della DS, una delle tante “vittime automobilistiche” della crisi petrolifera, si interruppe anche quella della SM (in tutto circa 13 mila unità vendute) e la stessa Maserati fu messa in liquidazione. Fine di un’auto tutta lusso, tecnologia e potenza. E soprattutto ecco spiegato perché una storia del genere sarebbe meglio non ripeterla, visto l’epilogo…