Car and Friends

Valerio Berruti
Marco Tullio Giordana

Tutto quello che non dovete sapere sulle auto

Dieselgate, dieci anni dopo lo scandalo delle emissioni e la storia di un film mancato

18 settembre 2015. Risale esattamente a dieci anni fa lo scandalo delle emissioni truccate, conosciuto come Dieselgate, il più grande di sempre che ha visto sul banco degli imputati la Volkswagen, uno dei maggiori gruppi automobilistici al mondo.

Tutto comincia con l’intervento dell’Agenzia statunitense per la protezione ambientale (EPA) che accusa la casa di Wolfsburg di aver truccato i test di omologazione dei suoi veicoli a gasolio. Modelli che in realtà emettevano ossido di azoto (NOx) in quantitativi fino a 40 volte superiori a quelli consentiti dalla legge americana, piuttosto severa in materia. Si tratta, dunque, di una vera e propria truffa ai danni della salute dei consumatori realizzata grazie a un dispositivo (defeat decìvise) installato nell’auto in grado di limitare le emissioni in caso di collaudo per l’omologazione. Un test che allora veniva svolto in laboratorio su degli appositi rulli. Il bilancio? Circa 11 milioni di veicoli “richiamati” in tutto il mondo, di cui 8,5 in Europa, più di 33 miliardi di euro tra multe e cause legali, per non parlare degli arresti e delle condanne. Poi c’è il danno d’immagine, quello che non ha prezzo, capace di annientare la solida reputazione di un colosso.

Oggi sono passati dieci anni e il Dieselgate è spesso indicato come l’artefice della transizione energetica, della rincorsa al motore elettrico e naturalmente del crollo delle vendite dei modelli a gasolio. In questa decade, però, nessuno è riuscito a raccontarlo sul grande schermo. O meglio, Hollywood ci ha provato ma senza riuscirci. E non con un nome qualsiasi, bensì con Leonardo DiCaprio.

Nel 2015, a neanche un mese dallo scoppio dello scandalo, la Paramount acquista i diritti del libro di Jack Ewing, corrispondente europeo per il New York Times, pubblicato però due anni dopo con il titolo “Faster, Higher, Farther: The Inside Story of the Volkswagen Scandal” (si trova su Amazon solo in versione originale). Nel progetto di una trasposizione cinematografica viene coinvolto sin da subito la star di “Titanic” e “The Wolf of Wall Street”, che avrebbe prodotto il film assieme a Jennifer Davisson con la loro Appian Way. Essendo un noto attivista ambientale, era chiaro che la storia gli avrebbe fatto gola.

Leonardo DiCaprio in “The Wolf of Wall Street” (2013)

Non viene condivisa nessuna notizia sul cast, anche se probabilmente DiCaprio avrebbe certamente ricoperto un ruolo centrale. Nel 2019 trapela però il nome del regista del film che avrebbe dovuto intitolarsi “Faster, Higher, Farther”: Edward Berger. Dietro la macchina da presa di “Niente di nuovo dal fronte occidentale” (2022) e dell’acclamato “Conclave” (2024), Berger avrebbe lavorato su un copione allora in fase di scrittura per mano di Charles Randolph, premio Oscar per la miglior sceneggiatura non originale con “La Grande Scommessa” (2015) di Adam McKay.

Al di là del kolossal mancato, qual è il rapporto tra l’intrattenimento e il Dieselgate? A oggi è disponibile su Netflix la docuserie “Dirty Money” che ripercorre storie di corruzioni aziendale e di reati finanziari, con il primo episodio, “Hard NOx”, incentrato proprio sul Dieselgate. Lo scandalo è stato raccontato nel corso degli anni da diversi emittenti, dal documentario targato ARTE, “Il costo umano del Dieselgate”, a un episodio del programma Rai, “Petrolio”. Ma di opere cinematografiche di finzione ancora nessuna traccia.

Per concludere, dopo dieci anni avrebbe ancora senso un film sul Dieselgate? Probabilmente sì, dopo quanto visto alla scorsa Mostra Internazionale Cinematografica di Venezia. Tra pellicole che denunciano gli orrori della guerra, come “The Voice of Hind Rajab” (2025), e le storture del capitalismo ai tempi dell’intelligenza artificiale, come “No Other Choice” (2025) di Park Chan-wook e “A pied d’oeuvre” (2025) di Valerie Donzelli, la Mostra diretta da Alberto Barbera ci ricorda infatti che il cinema può aiutarci a fornire gli strumenti necessari per cercare di capire al meglio il complesso mondo in cui viviamo. Grandi scandali compresi.