Car and Friends

Valerio Berruti
Marco Tullio Giordana

Tutto quello che non dovete sapere sulle auto

Berliet GLR, il camion del secolo

La Berliet fu fondata a Lione nel 1901 da Marius Berliet – grande talento per la meccanica – dopo aver costruito nel 1895 una vetturetta vis-a-vis che gli valse le prime commissioni. La cosa lo incoraggiò al punto da fargli acquistare nel 1899 un primo capannone di 90 m² e l’anno successivo uno, molto più grande, di 450 m². Nel 1901 Berliet costruì la sua seconda vettura, la 22 Cv, che lo incoraggiò a ingrandirsi e cimentarsi anche nella costruzione di veicoli da trasporto e trattori agricoli, La prima Guerra mondiale aumentò immensamente per tutto il comparto le commesse militari e l’espansione dell’azienda fino ai primi scricchiolii intorno alla metà degli anni 20. 

Berliet CBA, il camion francese della guerra 1914-18, montava un grosso 4 cilindri da 5.3 litri e poteva trasportare fino a 3500 kg.

Seguì un periodo di alti e bassi, con vetture indovinate e altre meno, anche per via di un mercato reso instabile dai conflitti sociali e dalla generale incertezza provocata dai trionfi elettorali nazisti in Germania che ringalluzzirono tutte le varie organizzazioni di destra, le francesi comprese. Scioperi e scontri sindacali erano all’ordine del giorno e, malgrado il settore trasporti godesse di buona salute, anche la Berliet subì i contraccolpi delle tensioni che scuotevano il paese,

gamma di autocarri Berliet nel 1935

Al termine della Seconda guerra mondiale (con l’occupazione tedesca durata cinque lunghi anni e l’intera produzione finalizzata al supporto della Wehrmacht), le industrie meccaniche francesi, tra l’altro immensamente danneggiate dai bombardamenti alleati, dovettero adottare un programma severo per evitare di farsi concorrenza e delimitare fortemente il perimetro delle attività e dei prodotti di ognuna. Fu così che il cosiddetto piano Pons destinò l’industria lionese alla produzione di autocarri pesanti e in questi si specializzò finché una prima crisi non la costrinse a vendere nel 1967 alla Michelin (che aveva già rilevato anche la Citroën) che decise però in seguito di tornare alle origini e dedicarsi solo alla produzione di pneumatici, venendo nel 1974 la Citroën alla Peugeot e la Berliet alla Renault, Nel 1978 la Renault assorbì lo storico marchio Berliet, mutandone la ragione sociale in Renault Vehicules Industriels, spingendo fuori scena un marchio glorioso.

Berliet GLR, prodotto per 31 anni, dal 1950 al 1981. 
Poteva trasportare fino a 19 t di carico.

Senza entrare troppo nel merito della folta schiera di autocarri prodotti, ci soffermeremo sul modello che, concepito dopo la guerra, doveva risollevare le sorti della Berliet, in gran parte riuscendovi. Il GLR è stato il primo autocarro moderno di Berliet, non soltanto per l’eccellenza meccanica ma per la “modularità” della sua concezione che permetteva enormi risparmi grazie all’uso di molte componenti comuni anche ad altri autocarri della marca, con grande vantaggio per l’organizzazione industriale. Il GLR presentato al Salone di Parigi del 1949, era dotato di un motore 5 cilindri da 7, 9 litri di cilindrata, capace di una potenza di 120 CV e di una velocità di 73 km/h. Con la stessa utensileria poteva essere costruito anche in versioni a 4 e 6 cilindri, secondo le necessità, e si dimostrò così robusto e prestazionale da venire eletto da una giuria internazionale nel 1994 “Camion del Secolo”, per le sue doti di modernità e robustezza, tanto che ancora lo si trova al lavoro soprattutto nell’area africana francofona, sia come veicolo stradale, sia da cantiere. Al GLR, progettati e realizzati con i medesimi criteri costruttivi, seguirono nel ’51 il GLC, leggermente più piccolo e, nel ’53 il GLM, il fratello maggiore. Anche questi ultimi ebbero una vita lunghissima e un vasto raggio d’azione.

Non possiamo concludere queste brevi note senza citare il mezzo più estremo realizzata dalla casa lionese: il T100 costruito dal 1957 al 1959 in soli quattro esemplari per le ricerche petrolifere, al tempo l’autocarro più mastodontico mai prodotto. Nel 1956 il direttore della Shell invitò ad AL Mani’a Paul Berliet, erede dell’omonima azienda, perché progettasse un mezzo capace di trasportare lungo le piste del Sahara oltre 50 t di materiale. Questi raccolse la sfida e mise in cantiere un automezzo che per molti anni non avrebbe avuto uguali nel mondo intero.

Berliet T100 esposto nella Fondation Automobile Marius Berliet a Lione
il Berliet T100 nel Sahara. La presenza dell’equipaggio da idea delle enormi proporzioni

L’unità motrice del Berliet T100 era un diesel biturbo costruito dalla statunitense Cummins con 12 cilindri a V per un totale di 29.610 cc e una potenza di 600 cv (poi incrementati a 700). Lo sterzo non era servoassistito ma azionato da uno specifico motore Panhard dedicato a questa sola funzione. Oggi il camion più colossale al mondo è il BelAZ 75710 costruito in Bielorussia. Lungo 20,6 metri, largo quasi 10, alto più di 8, pesa a. vuoto pesa 360 tonnellate e può trasportarne fino a 450 di carico. Incontrandolo per strada meglio dargli la precedenza.

il mostruoso BelAZ 75710 costruito in Bielorussia che ha detronizzato il Berliet T100