Car and Friends

Valerio Berruti
Marco Tullio Giordana

Tutto quello che non dovete sapere sulle auto

Il taxi giallo a New York che diventa un fuoco sterminatore

A sorpresa Robert De Niro si mise a improvvisare e a ripetere davanti allo specchio “Ma dici a me? Dici proprio a me?”, sistemandosi nelle maniche di una giacca verde militare pistola e revolver con le quali avrebbe regolato i conti con puttanieri e lenoni in una New York livida e criminale.

Martin Scorsese comprese la forza distruttiva di quella manifestazione di giustizia personale, di quel sintagma che ha fatto la fortuna di Taxi driver e decise di lasciarlo tel quel nella pellicola. Allo stesso modo la colonna sonora di Bernard Herrmann, il musicista che morì 24 dicembre 1975, appena dopo aver ultimato in sala di registrazione le ultime note di uno spartito magnificamente ossessivo.

A distanza di anni il medesimo sintagma musicale, poche note scolpite, ci piace fischiarlo così come uscì dal sax soprano di Ronnie Lang. Il combinato disposto, cioè il complesso di cose che si integrano e che costituiscono lo stemma identitario del film, si estese al significato della presenza della Smith & Wesson Model 29, un revolver capace di gestire il calibro 44 Magnum, un calibro dalla potenza devastante, pensato per la caccia agli orsi polari e alle renne, nel gergo degli appassionati un train-stopper, un blocca treni.

Per spazzare via la corruzione, per esprimere in quale gorgo alienato e senza via d’uscita fosse caduto Travis Bickle, il taxista notturno protagonista del film, serviva l’arma corta più spettacolare e difficile da governare, quella con la quale solo Clint Eastwood era in condizione di “colpire a cento metri di distanza una mosca in mezzo agli occhi”, secondo una vulgata fatta di iperboli e fanfaronate. Cose da film che penetrano nel tessuto sociale e che, per via opposta, tornano indietro dalla pellicola e giustificano le prassi spicce e sbrigative di un burn out in crescente espansione.

Nel livido della notte newyorkese, tra puttane e ubriachi, come una sentinella che vigila sul Male e sul Bene, Travis Bickle divide la vita tra gli interni dello squallore della sua abitazione, dei cinema porno e dell’abitacolo del suo taxi giallo, altro sintagma del film. Ecco, proprio la sua Checker Marathon, un’auto costruita per andare fino alla luna e ritorno, sfila lenta tra le Avenue della Grande Mela, al servizio di un popolo di sbandati e malavitosi. Il cab di color giallo, visibile da lontano a chi ne ha bisogno, diventa metafora di una peste sociale come al tempo in cui il drappo giallo sulle navi segnalava la peste a bordo.

1976, riprese di Taxi Driver, Robert De Niro e Martin Scorsese

Dal vivo di volata della Model 29 uscirà un fuoco sterminatore del Male impressionante come una tempesta che solo le note di Herrmann addolciscono per poco.

poster giapponese di Taxi Driver