Car and Friends

Valerio Berruti
Marco Tullio Giordana

Tutto quello che non dovete sapere sulle auto

Le cambiali di Claretta Petacci per una Lancia Aprilia. Il Duce lo sapeva?

Ci sono dei documenti che hanno la forza di riportarti indietro nel tempo con una tale efficacia che ti sembra di rivivere il momento in cui quel documento è stato generato. È quello che mi è capitato con questo foglietto di carta, ormai consumato dagli anni, dove possiamo trovare tante, clamorose informazioni.

Claretta Petacci

Si tratta di una scheda di vendita del 1939, Anno XVII dell’Era Fascista (gentilmente fornitaci dalla famiglia Garagnani, storica concessionaria Lancia). Recita il documento: Claretta Petacci, residente a Roma in via Lazzaro Spallanzani 22\a compra una Lancia Aprilia, targata 67638 ROMA per la cifra di 45.000 lire.

Una cifra importante per l’epoca anche per quella che possiamo considerare la donna più potente del fascismo, per l’amante, neanche tanto segreta, del Duce Benito Mussolini. Tanto per avere un riferimento, un Accademico, un Professore Ordinario al massimo della carriera portava a casa uno stipendio medio netto mensile di 3000 lire. Quindi la macchina, la splendida Lancia, costava quanto 15 stipendi netti di un professore universitario, che, con un calcolo a spanna, corrispondono a circa 90.000 euro di oggi.

Immaginiamo la scena. La “fidanzata d’Italia” che vuole comprare la macchina che tutti gli italiani dell’epoca sognavano di avere ma non ha tutti i soldi in contanti ed allora, come leggiamo nel documento, anche lei, come capiterà a milioni di italiani, in particolare nel secondo dopoguerra, è costretta a sottoscrivere una forma di pagamento attraverso le cambiali, o effetti come si chiamavano con un termine più tecnico.

La Lancia Aprilia fu presentata al pubblico durante la trentesima edizione del Salone Mondiale dell’Automobile di Parigi nell’ottobre del 1936. La prima serie della Lancia Aprilia fu prodotta dal 1937 al 1939 in 10. 354 esemplari, comprendendo berline con allestimento normale e Lusso, oltre a 4. 350 autotelai destinati per le fuoriserie carrozzate da Stabilimenti Farina, Pinin Farina, Touring, Boneschi e vari altri. Due anni dopo l’inizio della produzione, venne introdotta la Seconda Serie, caratterizzata dall’aumento della cilindrata a 1. 486 cc, mantenendo la stessa potenza e migliorando l’elasticità del motore e la velocità massima.

1936, Lancia Aprilia prima serie, misure
La seconda serie differisce, oltre che per alcune migliorie meccaniche, per l’adozione dei predellini

Un’automobile “status symbol e Claretta era la star dell’epoca. Raccontano le cronache di un primo incontro tra Claretta e Benito, lei con una Lancia, lui alla guida di un’Alfa. È il 24 aprile 1932 e la Lancia Astura vaticana con a bordo, oltre all’autista Saverio Coppola, Claretta Petacci, la sorella Myriam, la loro madre e il futuro marito di Claretta, Riccardo Federici, lungo la via del Mare che da Roma va al Lido di Ostia, venne sorpassata dalla rossa Alfa 6C 1750 Gran Turismo Zagato guidata da Benito Mussolini. Da allora fu amore fino alla morte, in quel di Dongo nell’aprile 1945.

Il documento contiene un’altra informazione importante: l’indirizzo, via Lazzaro Spallanzani 22\a. E’ datato 18 gennaio 1939 anche se, sulla base delle notizie storiche la famiglia Petacci si trasferì in quello stabile (confinante con villa Torlonia, la residenza del Duce) alla fine del 1939, nella splendida “villa Camilluccia”, progettata dagli architetti Vincenzo Monaco e Amedeo Luccichenti: rappresentava un esempio di arte fascista, definita razionalismo italiano.

La grande casa era divisa in 32 locali, distribuiti su due piani sovrastati da una terrazza. Nel sottosuolo, come nella residenza del Duce di Villa Torlonia, era ricavato un rifugio antiaereo, mentre nell’ampio parco erano presenti anche una piscina, un campo da tennis, un giardino fiorito, curato da Clara, un orto e un pollaio, curati dalla madre. L’accesso al complesso era sorvegliato da una guardiola per il portiere e una per la guardia presidenziale assegnata alla proprietà.

Villa Camilluccia, progettata dagli architetti Vincenzo Monaco e Amedeo Luccichenti

Nell’ala destra del piano terreno (probabilmente per ragioni di sicurezza, dovute alla necessaria vicinanza con il rifugio) era posizionata l’alcova di Claretta e Benito. Composta da una camera da letto con pareti e soffitto ricoperte da specchi e arredata con mobili rosa, era servita da una stanza da bagno rivestita in marmo nero e dotata di grande vasca mosaicata, posta a filo del pavimento, che voleva imitare le vasche termali romane.

Insomma, una vita nel lusso quella di Claretta Petacci e la macchina, la bellissima Lancia Aprilia, rappresentava un importante aspetto della sua vita mondana. Una domanda sorge spontanea: la donna di Mussolini costretta a sottoscrivere come un italiano qualunque, le cambiali per comprare una macchina? E il Duce ne era al corrente?