Una quindicina d’anni fa mi capitò di accompagnare due amici – l’appassionato collezionista di Lancia avvocato Gabriele Scotto e Vito Veninata, storico concessionario ragusano della Marca nonché gentleman driver e collezionista a sua volta – a far visita al costruttore Bruno Patriarca, ormai da molti anni tornato in provincia di Teramo, a Montorio del Vomano, dov’era nato nel 1935 e dove si sarebbe spento, nel rimpianto di tutti, nel 2016 all’età di 81 anni.

Bruno Patriarca si era trasferito a Roma alla fine degli anni 40 per raggiungere il padre Rodolfo e il fratello Franco, già attivi nell’officina aperta nella capitale sin dagli anni 30 e dove si preparavano e addirittura costruivano in proprio piccoli bolidi da corsa su meccanica Fiat per gli appassionati delle gare di categoria. Verso la fine degli anni 50 le Patriarca spadroneggiavano nella nuova Formula Junior da poco creata e divennero le predilette, senza trascurare altri preparatori romani come Stanguellini, Giannini, Taraschi (anche lui teramano) e diversi altri, talvolta uniti in sinergia.

La ragione della visita era soprattutto di ammirare coi nostri occhi un prototipo su base Lancia Flaminia 2800cc che l’esuberante ed espansivo costruttore aveva realizzato nel 1966 montandone il propulsore V6 dietro il pilota e portando la cilindrata a 3000 cc. Il gruppo sterzo era di derivazione Porsche e anche l’impostazione tutto-dietro si ispirava ai bolidi della casa di Zuffenhausen, mentre la linea, soprattutto nel frontale, conservava che piacesse o meno qualche reminiscenza delle Fulvia coupé (soprattutto nel frontale e nelle fiancate a diedro). A Chivasso, tre lustri dopo, qualcuno deve essersene ricordato quando si trattò di disegnare la Rally 037.


Di quella giornata, malgrado fosse inverno pieno, ho un ricordo soleggiato e luminoso, soprattutto per la forza trascinante del nostro ospite e la competenza e squisitezza di tutta la combriccola. Peccato non aver scattato qualche foto che documentasse la scampagnata, così da non dover affidare tutto soltanto alla memoria. Le foto qui esibite provengono infatti dalla rete.

A chi volesse approfondire l’avventurosa parabola motoristica della famiglia, consigliamo la lettura del libro dedicato a questi prolifici costruttori abruzzesi/romani da Franco Carmignani nel 2019: Patriarca. Un nome, un’epoca, una storia.
Sempre di Carmignani, pubblicato nel 2025: Le corse dei romani, che racconta l’ambiente agonistico della capitale che stimolò la nascita di tanti piccoli/grandi costruttori capaci di dare filo da torcere a marchi più ricchi e blasonati.



