C’era una volta il Drive-in. Ovvero quando i film si vedevano in automobile e forse non sempre fino alla fine. Ma andiamo con ordine. La storia è tutta americana. Perché è a Philadelfia, per la precisione a Pennsauken, al di là del fiume Delaware, che è nato il primo Drive-in. Correva l’anno 1933 quando un certo Richard Hollingshead, rivenditore di ricambi per auto, aprì il primo spazio. L’idea, così si racconta, nacque grazie alla mamma di Richard, una donna sovrappeso che amava il cinema ma aveva difficoltà a sedersi nelle poltroncine dell’epoca.

Per risolvere il problema il figlio ricorse all’auto di famiglia, inchiodò un lenzuolo tra due alberi del suo giardino e proiettò un film per la sua famiglia e per tutti i vicini che abitavano nel viale. L’idea funzionò e in poco tempo nacque il business. In dieci anni vennero inaugurati un centinaio di Drive-in per arrivare ad oltre 4 mila negli anni Cinquanta. Era una formula vincente: costava poco il biglietto e poco costruirli e gli imprenditori riempivano le casse anche grazie alla vendita di Coca-Cola e popcorn.

E l’Italia? Arrivò piuttosto in ritardo. E soltanto a Roma, quartiere Eur, nel 1957. Inizialmente i progetti erano due: uno sull’Aurelia, l’altro lungo viale Cristoforo Colombo, quello che poi venne realizzato, all’altezza di Acilia, nei pressi della tenuta di Castelfusano. Poteva ospitare fino a 700 automobili e un auditorium coperto di 500 posti a sedere. Lo schermo (540 metri quadrati) era il più grande in Europa per un Drive-in e la distribuzione del suono avveniva attraverso apposite colonnette disposte tra le vetture in sosta, non era granché ma allora ci si accontentava.
Venne inaugurato il 29 agosto 1957 per attirare turisti e bagnanti di ritorno dalle vicine spiagge del Lido di Ostia ma presto conquistò anche molte giovani coppie che potevano godersi lo spettacolo in intimità, baciarsi sotto le stelle lontano dai genitori e probabilmente scoprire l’amore.
Il primo film proiettato fu La nonna Sabella di Dino Risi (1957). Per tutti gli anni Sessanta ebbe un discreto successo ma in seguito il Drive-in venne abbandonato a partire dal 1986 con brevi riaperture nel 1997 e nel 2015, quando venne definitivamente chiuso.

Oggi, il Drive-in è quasi scomparso: ne sono rimasti circa 400 in tutti gli Stati Uniti e un altro centinaio nel resto del mondo. Le cause? La qualità video e del suono che non è stato possibile adeguare all’evoluzione tecnologica e la fine di un modello culturale tipico dell’eccezionalità americana, dove già negli anni Trenta moltissime famiglie possedevano un’automobile e avevano il tempo e i soldi per andare al cinema. E vedere un film al Drive-in era anche una questione simbolica e di status.
Poi tutto è cambiato. Soprattutto quei terreni, quasi sempre alle periferie delle città, hanno acquistato valore e così davanti a un pubblico che si faceva sempre meno numeroso, i proprietari cominciarono a venderli a prezzi fino a dieci volte il prezzo a cui li avevano comprati. Tutto qui. Meglio? Peggio? Giudicate voi.
