Car and Friends

Valerio Berruti
Marco Tullio Giordana

Tutto quello che non dovete sapere sulle auto

C’era una volta la stazione di servizio, passato e futuro (incerto) di un luogo della nostra storia

Un giorno, lontano, saranno sostituiti dalle colonnine di ricarica elettrica ma oggi, i distributori di benzina sono ancora “oggetti” fondamentali per chi deve muoversi in automobile. Una storia lunga, iniziata nel 1913 a Pittsburgh, Pennsylvania, anno in cui fece la prima apparizione una vera stazione di servizio per il rifornimento e la pulizia dell’auto. Fino a quel momento, i possessori delle pochissime auto in circolazione acquistavano il carburante, prima direttamente in farmacia (veniva usata principalmente per debellare i pidocchi, per le lampade a olio o come smacchiatore) e dopo fuori dai negozi in apposite lattine.

Stazione di servizio anni Sessanta

In Italia, la prima stazione di servizio appare soltanto nel 1920. Così lo racconta in un servizio la rivista Domus: “Si è soliti considerare come prima stazione di servizio della storia una farmacia della cittadina tedesca di Wiesloch. Vi sosta nel 1888 un’avventurosa Bertha Benz, mentre compie il primo viaggio a lunga percorrenza mai effettuato da e con un motore a scoppio, a bordo della vettura brevettata dal marito. È soprattutto un titolo ad honorem: a Wiesloch nasce un rito (la sosta per il rifornimento) ma non un luogo. Ancora per molti anni, infatti, la vendita di carburante resta appannaggio di farmacie ed empori, dispensato come altri liquidi all’interno di taniche. Dagli anni ’20, l’invenzione della pompa e il moltiplicarsi dei distributori a lato della carreggiata comportano una rivoluzione pratica, ma anche spaziale”.

Los Angeles 2007: Johnston Marklee

La stazione di servizio diventa infatti un luogo dove rifornire e controllare lo stato l’automobile ma anche dove acquistare beni diversi che possono migliorare la qualità del viaggio. Così quando nel 1932, Henry-Russell Hitchcock e Philippe Johnson includono un distributore della Standard Oil nella a mostra Modern Architecture: International Exhibition, al MoMA di New York, la stazione di servizio diventa un luogo della modernità, uno spazio da allestire con fantasia e creatività. Nella progettazione delle stazioni si cimentano i grandi architetti del Novecento come Ludwig Mies van der Rohe e Frank Lloyd Wright, Robert Mallet-Stevens e Walter Gropius.

Museo Fisogni

Non solo, anche le stesse pompe di benzina diventano spesso “oggetti” a loro modo artistici e per farsene un’idea basta andare al Museo Fisogni a Tradate in provincia di Varese, dove c’è una collezione unica in Italia con oltre 8.000 pezzi tra pompe, cartelli e gadget.

In Italia, poi, nasce alla fine degli anni 50 l’autogrill a ponte, grazie all’imprenditore Mario Pavesi (noto per aver dato il nome ai “Pavesini”) e all’architetto Angelo Bianchetti. Si tratta di due grandi distributori, ai lati delle carreggiate di un’autostrada, porte d’accesso a un immenso ponte panoramico a funzione commerciale.

A partire degli anni 70 cambia tutto. Molti sono i distributori dismessi e il tema diventa quello del riutilizzo sempre più difficile. Così da quel momento in poi le stazioni di servizio diventano un patrimonio fragile, “rapide da realizzare ma anche da smantellare, vulnerabili alle variazioni dei flussi automobilistici”. Fino ai nostri giorni dove le varie tipologie di carburante (gpl, metano, elettricità) stanno diventando una variabile incontrollata per il futuro di queste. Soprattutto, il passaggio dalla pompa di benzina alla presa di corrente farà calare definitivamente il sipario sulle stazioni di servizio?