Car and Friends

Valerio Berruti
Marco Tullio Giordana

Tutto quello che non dovete sapere sulle auto

Alice ed Ellen Kessler, le gemelle che incantarono l’Italia

Non si può che accogliere con sconcerto, rimpianto e infinita compassione la decisione di Alice ed Ellen Kessler di uscire di scena insieme, senza tanto lambiccare sulla loro scelta e trasformarla in un’ennesima inutile controversia. Tutte le varie associazioni pro e contro il fine-vita si sono scatenate per fare vessillo di un fatto così intimo e privato da reclamare solo un rispettoso silenzio. Ognuno si immagini cosa farebbe lui nel caso e se lo tenga nel profondo del cuore. Dia semmai disposizioni per ciò che lo riguarda e ammutolisca togliendosi il cappello e tenendosi ben lontano dalle passerelle degli egotici tenori straparlanti a vanvera.

Le gemelle Kessler fecero la loro prima incursione in Italia nel 1961, grazie all’intuizione dell’irregolare funzionario Rai Guido Sacerdoti e del geniale regista Antonello Falqui nel varietà Giardino d’inverno, dov’erano supportate dal maestro Gorni Kramer, dal coreografo Don Lurio, dalla guest star Henri Salvador e dal glorioso Quartetto Cetra. Il successo fu tale che vennero subito scritturate per Studio Uno, il varietà di punta del”allora unica e spadroneggiante rete della Rai, dove avrebbero cantato la travolgente sigla Da-da-un-pa sconvolgendo con le loro guizzanti longilinee forme il post-Carosello di milioni di italiani e la loro digestione. Altra sigla irresistibile fu quella di Studio Uno 1965: La notte è piccola per noi, troppo piccolina, ammiccante quel che basta per far supporre chissà che cosa (mentre invece le due ignare peccatrici andavano a letto di buon’ora perché la mattina presto avevano le prove).

1971, Milleluci, con Mina e Raffaella Carrà

Da allora sarebbero diventate vedette incontrastate del varietà televisivo italiano, spesso a fianco di altre mammasantissima come Mina o Raffaella Carrà, tutte donne che spinsero al limite il concetto di seduzione provocando infarti nei bacchettoni e dolci cattivi pensieri in adolescenti e adulti senza offendere o ingelosire l’altra metà del cielo, che iniziò anzi a prenderle come modello.

1967, le gemelle Kessler all’aeroporto londinese di Heathrow

Alice ed Ellen Kessler erano nate a Nerchau, in Sassonia, il 20 agosto 1936, figlie dell’ingegnere meccanico Paul Kessler e di sua moglie Elsa, entrambi appassionati di musica. A undici anni erano già nel programma giovanile dell’Opera di Lipsia, a diciotto avevano lasciato la tetra DDR per riparare a Parigi dove rimasero dal 1955 al 1960. Lì furono viste dall’illuminato Guido Sacerdoti (che era stato un famoso allergologo prima di gettare il camice alle ortiche e approdare in Rai) e “importate” in Italia dove la loro carriera sarebbe decollata.

1962, a bordo della Volkswagen Karmann Ghia Type 14

Ci piace ricordarle in questa foto dove sorridono luminose all’obiettivo a bordo di una Volkswagen Karmann Ghia Type 14, costruita dalla casa di Wolfsburg dal 1955 al 1974 per affiancare al vendutissimo Maggiolino (il cui nome commerciale era semplicemente Volkswagen 1200) una versione sportiva che ne sfruttasse telaio e meccanica. Robusta e affidabile, offriva però prestazioni modeste: il motore di 1192 cm³ non sviluppava che 30 HP, bastevole giusto per 115 km/h e iimpiegando oltre 25 secondi  per raggiungere i 100 km/h. Nel 1957 le fu affiancata una graziosa variante cabriolet che è quella della foto del 1962 con le due celebri gemelle.

1959, Volkswagen Karmann-Ghia Type 14 convertible
1960, Volkswagen Karmann-Ghia Type 14 convertible cockpit