Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
Spettabile redazione Car and Friends,
in margine all’articolo di Giuseppe Schembari sull’Alfa Romeo GTA vorrei, senza nulla togliere, fare alcune minime osservazioni. Bene la prima parte sulle GTA (1600), che però non furono “circa” 500. Tutte le fonti indicano un numero esatto di 500 esemplari, e per la precisione: 450 guida a sinistra e 50 guida a destra. Come quella del 1967 che fa parte della collezione del nostro sodalizio alfa blue team, in origine di proprietà di un sudafricano, riverniciata con la livrea delle vetture preparate da Angelini, metà bianca e metà rossa.

A proposito della GTA SA, va notato che non aveva solo 10 CV in più (forse un errore di battitura?) ma era accreditata per circa 220 o addirittura più (qui le fonti sono comprensibilmente divergenti e incerte). Va aggiunto che era vettura veramente esplosiva e difficile da guidare e non ebbe un grande palmarès ma solo un paio di vittorie (il pilota e collaudatore Teodoro Zeccoli la giudicava inguidabile!).

La GTA 1300 Junior fu costruita in 493 esemplari (non 1200) e ha avuto una lunga evoluzione, vittoriosa in gara per diversi anni. Per la versione di serie di 96 CV l’Autodelta proponeva un kit di elaborazione motore, ciclistica, ruote, etc., con una potenza dichiarata di 160 CV. Le ultime versioni a iniezione e “testa stretta” dichiaravano 190-200 CV. Come si può immaginare, le potenze dichiarate dai vari preparatori vanno sempre prese con beneficio d’inventario. È stata comunque un’auto grandemente vincente.


Proseguendo a proposito della 1750 GTAm confermo che l’abbreviazione sta per Gran Turismo America e non Gran Turismo Alleggerita, dato non era alleggerita quasi per niente e l’uso di questa dizione, purtroppo comunemente invalsa, non è corretto.
Grazie dell’attenzione e un cordiale saluto
Gianfilippo Salvetti, Gippo per gli amici, uno dei massimi esperti Alfa Romeo, è da oltre trent’anni presidente dell’alfa blue team, un gruppo di appassionati alfisti che ha messo insieme una ragguardevole collezione di auto della casa del Biscione, alcune rarissime. Ha scritto il libro “Alfazioso” e “Alfazioso 2”, oltre a “Immagini” e “L’importante è che la morte ci trovi vivi“. Nel 1996 ha fondato Fucina editore con lo scopo di pubblicare libri a tema motoristico fuori dai canoni consueti.


