Accadeva settantacinque anni fa in unāAmerica uscita senza le ossa rotte dalla seconda guerra mondiale. La Nash, una delle case automobilistiche più popolari del tempo, avviata nel giro di pochi anni ad unirsi con la Hudson per dare vita al più importante accordo industriale degli Stati Uniti sotto il nome di American Motors, lanciava il suo ultimo modello, lāAmbassador Airflyte, una vettura immediatamente destinata ad entrare nei sogni di tutti i teenager a stelle e strisce. Aveva una linea particolarmente arrotondata e dimensioni generose, in più presentava una soluzione allāinterno che doveva rivoluzionare la storia dellāautomobile e pure quella dei costumi: aveva i sedili anteriori completamente reclinabili.

La pubblicitĆ ne esaltava le possibilitĆ a vantaggio dellāintera famiglia poichĆ© si poteva creare un vero lettone a due piazze; e negli anni in cui lāAmerica si metteva on the road, con le sue lunghe distanze e gli ancor rari motel sulle nascenti autostrade, lāidea era stuzzicante per chi voleva viaggiare senza portarsi al traino una roulotte. In effetti, va detto che su quel giaciglio imbottito si stava proprio comodi, perchĆ© il cambio era al volante e lo spazio garantiva un buon sonno.

Ma i ragazzi che entravano nellāetĆ dei pruriti, e che in America a sedici anni potevano giĆ avere la patente, corsero subito con la fantasia ben oltre le possibilitĆ pubblicizzate sui depliant dellāauto. Erano gli anni in cui i cinema drive-in cominciavano a spopolare e le cronache dellāepoca raccontano che le Nash Airflyte fossero molto diffuse in quei luoghi, anche se da quelle parti gli spazi dove appartarsi non mancavano di certo.
Ovviamente i moralizzatori si indignarono in fretta e partƬ anche una vera e propria crociata contro i diabolici e peccaminosi sedili multiuso.

Sempre i giornali del tempo avvisavano: attenti genitori, i vostri figli useranno lāAirflyte āto make outā. Nello slang āmake outā sta a significare unāattivitĆ di primo approccio tra un maschio e una femmina. Ma gli stessi giornali andavano ben oltre con le minacce, e lo facevano come si usava allāepoca, prendendo in prestito dal mondo del baseball termini che sottintendevano un irrimediabile seguito: āfirst baseā, āsecond baseā, āthird baseā fino al terribile finale āhome runā. Per le famiglie benpensanti questo era più preoccupante della fabbricazione della bomba a idrogeno oppure della contemporanea entrata in guerra contro la Corea.

Ma la Nash fiutò che quella era la miglior pubblicità possibile per la sua auto, e addirittura lanciò optional sempre più alludenti come il materassino gonfiabile che si adattava perfettamente ai sedili oppure le tendine in sintetico capaci di assicurare una riservatezza assoluta agli occupanti.
Non ci volle molto perchĆ© anche gli altri costruttori seguissero la stessa via, di conseguenza lāEuropa non potĆ© essere da meno, pur se nel vecchio continente le dimensioni delle auto erano molto meno invitanti.
La Fiat fu tra le prime case a importare la novitĆ e lo fece con la 600 D, il modello evoluzione della prima 600, quello con il motore la cui cilindrata era salita a 750 cc.

Ormai si stava entrando nei favolosi anni 60 e lāentusiasmo non fu da meno di quello degli americani: in fretta tutte le auto europee si adeguarono, dalle più grosse berline alle più piccole utilitarie. Un giorno il grande Renzo Arbore ricordò che: Ā«quando eravamo fidanzati: andavi al Parco della Rimembranza, a Napoli, e cāerano tutte le 500 in fila con i tettini chiusi e i sedili ribaltabili fatti dal meccanico. E poi cāera il giornale per creare unāintimitĆ : mi ricordo che i quotidiani dellāepoca costavano 25 lire, ma cāera un giornale, La Gazzetta dello Sport, che costava di più perchĆ© il rivenditore ti diceva: āQuesto ĆØ rosa e fa più ambiente, signoā!Ā».

Chi cāera ricorda che quella dei sedili ribaltabili fu la prima vera grande rottamazione della storia dellāauto, e senza necessitĆ degli incentivi statali poichĆ© quelli ormonali bastavano e avanzavano. Si entrava in fretta in un nuovo mondo figlio di tanti padri: il rockānāroll, la televisione, il boom economico, il Sessantotto. Una cosa però ĆØ certa e la certificano le statistiche ufficiali: negli Stati Uniti, negli anni ā50, il quaranta per cento delle richieste di matrimonio ĆØ stata formulata in automobile; e chissĆ quanti di quelli che oggi sono molto avanti con lāetĆ debbono essere riconoscenti alla Nash per essere venuti al mondo.

Di certo, dallāAmbassador Airflyte in poi, nessuna auto ĆØ stata più uguale a prima; una svolta irrinunciabile come ĆØ successo tanti anni dopo con lāAbs; ma volete mettere che impatto sociale differente?
